Il Documento dell' A.I.S.G.E.M. che il Colonnello ha consegnato al Direttore Ufficio Affari Riservati dell'Innerministerium Peter Riesen, invece che a un comunicato stampa assomiglia a un nodo scorsoio che più si legge e più si stringe. Nella chiave Usb ce n'è una copia Pdf con tanto di bandierine colorate e bordi azzurri. Io ne riporto qui la traduzione automatica che mio nipote Fred (che conosce il tedesco) mi ha aiutato a rendere comprensibile (con discreti risultati, mi sembra, malgrado il linguaggio sia molto tecnico-burocratico).
ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE di STUDI GRECISTI ELEUTHERÌA e METIS
1. L'A.I.S.G.E.M. è in possesso di documenti che comprovano che una delle opere più importanti della storia dell'arte dell'intera umanità (la Athena Parthenos crisoelefantina di Fidia), che appartiene secondo il diritto internazionale alla nazione Greca (e al suo popolo), è stata trafugata ad Atene dalle truppe naziste nella primavera del '44. Tale statua (originale e pressoché integra) è stata portata e custodita presso il Pergamon Museum di Berlino. Lo attesta un certificato coevo di ricezione da parte della Direzione del Museo del Terzo Reich (che si allega in copia con il nome di "Allegato 1").
2. Non risulta che la statua sia mai stata esposta al pubblico e nemmeno mai ricomposta, ma è certo da documenti del Museo (Allegato 2) che furono inventariate le sue numerose parti su ciascuna delle quali fu apposta una targhetta metallica del Museo con la sigla abituale "PMB" e un codice di inventario contenente la lettera "A" ( si presume per "Athena") e un numero per ogni frammento (senza un ordine e una gerarchia apparenti) che va da 1 a 28 (foto ingrandita della targhetta metallica in Allegato 3).
3. Al termine del secondo conflitto mondiale, i reperti archeologici greci furono scoperti e di nuovo occultati dal Pergamon Museum, ad evitare che le truppe sovietiche occupanti la città potessero considerarli beni di cui appropriarsi a scopo di indennizzo dei danni di guerra subiti dall'URSS per opera del Terzo Reich (in Allegato 4 la copia di un verbale originale redatto dalla Direzione Provvisoria del PMB del settembre 1945).
4. Non risulta a questa Associazione che nei decenni successivi siano mai stati realizzati o quantomeno resi pubblici né studi tecnici sui reperti in oggetto né documentazione fotografica degli stessi.
5. Viceversa, siamo in grado di documentare (Allegati 5 e 6) che al venir meno della Repubblica Democratica Tedesca e al riunificarsi della Germania fu redatto un verbale di consegna alla nuova Direzione del PMB dei reperti in oggetto e predisposta una documentazione a mezzo fotografico degli stessi che testimonia in maniera incontrovertibile la permanenza, fino a quella data, dei reperti nei luoghi originali del PMB.
6. Malgrado questo passaggio formale di consegne sia documentato e pubblico, le autorità della nuova Germania non hanno fino ad ora ritenuto opportuno di: 1) portare a conoscenza della comunità scientifica internazionale l'importantissimo ritrovamento archeologico; 2) ricomporre e restaurare i reperti; 3) rendere visibile al pubblico una delle più importanti opere dell'ingegno umano dell'antichità.
7. Non risulta a questa Associazione che il Governo tedesco abbia assunto la decisione per il futuro di restituire integrità e libera visibilità ai suddetti reperti.
Sulla base di queste considerazioni l' A.I.S.G.E.M chiede al Governo di Germania e alla Cancelliera Signora Angela Merkel:
1. Era a conoscenza il Governo di Germania della presenza sul suolo tedesco, da oltre 70 anni, della statua crisoelefantina di Athena Parthenos di Fidia?
2. Se no, come spiega la imperdonabile inadempienza delle autorità preposte (a partire dal Ministro competente), vista la documentazione ufficiale che lo attesta in maniera inequivocabile da oltre 20 anni?
3. Se sì, per quale motivo il Governo di Germania ha ritenuto di non doverne informare né gli studiosi, né l'opinione pubblica internazionale?
4. Soprattutto, perché il Governo di Germania non ha ritenuto necessario informarne il Governo di Grecia?
5. Il Governo di Germania ha stimato il valore economico dei reperti del PMB riportanti i numeri di inventario A1 e successivi fino al reperto A28?
6. Il Governo di Germania intende trattenere i reperti in oggetto sul suolo tedesco, in contrasto con la legislazione internazionale sui beni artistici e culturali?
7. Nel caso, il Governo di Germania come intende indennizzare per l'avvenuta sottrazione del bene artistico la Nazione Greca?
8. Ovvero il Governo di Germania intende restituire l'importante reperto archeologico alla Nazione Greca?
9. La Cancelliera Signora Angela Merkel intende trattare questo tema con il Presidente di Grecia Giorgos Samaràs nel prossimo imminente incontro?
ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE di STUDI GRECISTI ELEUTHERÌA e METIS
1. L'A.I.S.G.E.M. è in possesso di documenti che comprovano che una delle opere più importanti della storia dell'arte dell'intera umanità (la Athena Parthenos crisoelefantina di Fidia), che appartiene secondo il diritto internazionale alla nazione Greca (e al suo popolo), è stata trafugata ad Atene dalle truppe naziste nella primavera del '44. Tale statua (originale e pressoché integra) è stata portata e custodita presso il Pergamon Museum di Berlino. Lo attesta un certificato coevo di ricezione da parte della Direzione del Museo del Terzo Reich (che si allega in copia con il nome di "Allegato 1").
2. Non risulta che la statua sia mai stata esposta al pubblico e nemmeno mai ricomposta, ma è certo da documenti del Museo (Allegato 2) che furono inventariate le sue numerose parti su ciascuna delle quali fu apposta una targhetta metallica del Museo con la sigla abituale "PMB" e un codice di inventario contenente la lettera "A" ( si presume per "Athena") e un numero per ogni frammento (senza un ordine e una gerarchia apparenti) che va da 1 a 28 (foto ingrandita della targhetta metallica in Allegato 3).
3. Al termine del secondo conflitto mondiale, i reperti archeologici greci furono scoperti e di nuovo occultati dal Pergamon Museum, ad evitare che le truppe sovietiche occupanti la città potessero considerarli beni di cui appropriarsi a scopo di indennizzo dei danni di guerra subiti dall'URSS per opera del Terzo Reich (in Allegato 4 la copia di un verbale originale redatto dalla Direzione Provvisoria del PMB del settembre 1945).
4. Non risulta a questa Associazione che nei decenni successivi siano mai stati realizzati o quantomeno resi pubblici né studi tecnici sui reperti in oggetto né documentazione fotografica degli stessi.
5. Viceversa, siamo in grado di documentare (Allegati 5 e 6) che al venir meno della Repubblica Democratica Tedesca e al riunificarsi della Germania fu redatto un verbale di consegna alla nuova Direzione del PMB dei reperti in oggetto e predisposta una documentazione a mezzo fotografico degli stessi che testimonia in maniera incontrovertibile la permanenza, fino a quella data, dei reperti nei luoghi originali del PMB.
6. Malgrado questo passaggio formale di consegne sia documentato e pubblico, le autorità della nuova Germania non hanno fino ad ora ritenuto opportuno di: 1) portare a conoscenza della comunità scientifica internazionale l'importantissimo ritrovamento archeologico; 2) ricomporre e restaurare i reperti; 3) rendere visibile al pubblico una delle più importanti opere dell'ingegno umano dell'antichità.
7. Non risulta a questa Associazione che il Governo tedesco abbia assunto la decisione per il futuro di restituire integrità e libera visibilità ai suddetti reperti.
Sulla base di queste considerazioni l' A.I.S.G.E.M chiede al Governo di Germania e alla Cancelliera Signora Angela Merkel:
1. Era a conoscenza il Governo di Germania della presenza sul suolo tedesco, da oltre 70 anni, della statua crisoelefantina di Athena Parthenos di Fidia?
2. Se no, come spiega la imperdonabile inadempienza delle autorità preposte (a partire dal Ministro competente), vista la documentazione ufficiale che lo attesta in maniera inequivocabile da oltre 20 anni?
3. Se sì, per quale motivo il Governo di Germania ha ritenuto di non doverne informare né gli studiosi, né l'opinione pubblica internazionale?
4. Soprattutto, perché il Governo di Germania non ha ritenuto necessario informarne il Governo di Grecia?
5. Il Governo di Germania ha stimato il valore economico dei reperti del PMB riportanti i numeri di inventario A1 e successivi fino al reperto A28?
6. Il Governo di Germania intende trattenere i reperti in oggetto sul suolo tedesco, in contrasto con la legislazione internazionale sui beni artistici e culturali?
7. Nel caso, il Governo di Germania come intende indennizzare per l'avvenuta sottrazione del bene artistico la Nazione Greca?
8. Ovvero il Governo di Germania intende restituire l'importante reperto archeologico alla Nazione Greca?
9. La Cancelliera Signora Angela Merkel intende trattare questo tema con il Presidente di Grecia Giorgos Samaràs nel prossimo imminente incontro?
Nessun commento:
Posta un commento