venerdì 24 agosto 2012

Breve rientro romano


      Ieri ho fatto un rapido salto in ufficio a Roma. Sono sceso da Siena in macchina la mattina partendo presto. In Cgil è in corso una riorganizzazione per aree di lavoro (dai vecchi dipartimenti di impronta più ministeriale burocratica che funzionale). Nel mese di agosto anche gli uffici di ciascuno sono stati spostati e accorpati, in modo da essere fisicamente più omogenei, per piani del palazzo e per ali. Mi ci vorranno molti mesi per imparare la nuova mappa. Per fortuna il mio ufficio è sempre nello stesso posto. Mi piace il mio ufficio. È luminoso e disadorno. Mi sono ripromesso di appendere i manifesti delle mostre del Palazzo dei Diamanti di Ferrara, tanto per avere qualche legame con la mia vita precedente, ma non l'ho ancora fatto. Nell'87, quando sono venuto a lavorare per la prima volta in Corso d'Italia, mi sono dipinto da solo i quadri da attaccare nell'ufficio di allora. Ora non ho più tempo e forse ho anche disimparato la tecnica, per cui è meglio se mi affido alle stampe. Non aumenterò il patrimonio di opere d'arte che ci sono in Cgil (e nemmeno il numero delle croste che pure ci sono).

L'atmosfera del rientro dopo le ferie è sempre molto simpatica e famigliare. Non si può pretendere di ricominciare a lavorare al massimo dei giri alla terza settimana di agosto ma tra una chiacchiera in ascensore e un caffè al bar interno, per fortuna aperto, ci si aggiorna.

Ieri sera invece una bruttissima cosa.
Avevo parcheggiato la vecchia Fiesta praticamente davanti alla Cgil (un po' più in là su Corso Italia) in una piazzola a pagamento (avevo pagato per tutta la giornata per stare sul sicuro) ed ero assolutamente tranquillo. Quando la sera alle 21.30 sono andato con l'idea di spostarla proprio sotto la Cgil in un posto non a pagamento, la sgradita sorpresa. Avevano rotto il cristallo anteriore destro per rubare il Tom Tom. C'era vetro dappertutto e la macchinetta sembrava ferita. In realtà il mio vecchio navigatore Garmin non funzionava più da tempo (nemmeno si accendeva) ma il ladro non lo sapeva. Stupido io ad averlo lasciato esposto. Fortunato però, perché nel baule posteriore avevo lasciato (ancora più imprudentemente) la valigia con dentro di tutto (due flauti, tra cui lo Yamaha), i documenti della barca e tutta l'elettronica di bordo che "per sicurezza" ogni anno mi riporto a casa. Il ladro non se ne era accorto. Se mi avesse rubato anche quello penso che mi sarei buttato dal mio ufficio al quarto piano.

Questa mattina quando sono tornato in Cgil e ho raccontato la mia disgrazia in portineria mi hanno affettuosamente e immediatamente aiutato. Il manutentore del palazzo mi ha messo un finestrino provvisorio di plastica, uno degli autisti mi ha preso appuntamento con una ditta che sostituisce i cristalli rotti delle auto e questa sera mi terranno la macchinetta al sicuro. Persino la denuncia dai carabinieri è stata veloce e utile.

Roma è così: può essere confidenziale e amichevole come una grossa famiglia, fino a diventare comoda come un vecchio vestito. Ma non va mai data per scontata, altrimenti punge. Ora siamo di nuovo in campagna a Siena e mi posso dedicare a sistemare un capitolo molto impegnativo della chiave Usb dove, non so con quali possibili informazioni, il nostro autore (che a questo punto potremmo chiamare Pseudomarkaris) mette in scena direttamente la Cancelliera Merkel. Non so ancora se Angela riuscirà a evitare la trappola del Colonnello. Cercherò di finire per domattina. Non ho più qui mio nipotino Fred ad aiutarmi col tedesco...


Nessun commento:

Posta un commento