Cap. VIII (finale)
Il Capo di Gabinetto si alzò in piedi quando vide quel signore anziano dal portamento diritto che si avvicinava al suo tavolo. Si pentì di questo gesto perché in una birreria di periferia non ci si alza in piedi quando entra il proprio compagno di bevute. Ma pensò che sarebbe stato apprezzato dal Colonnello. Si sedettero entrambi sulle sedie di legno non imbottite.
- La ringrazio molto di avere accettato il mio invito Colonnello Schmidt. Intanto ordinerei due birre, se lei è d'accordo. Tanto ce le porterebbero comunque...
- Non bevo birra di mattina, Herr Schneider (in questo fatico a imitare il mio amato commissario Maigret...) Ma va bene...
- Preferisce qualche altra cosa? Credo abbiano anche caffè...
- No grazie, ho appena fatto la mia colazione a casa... non si preoccupi. Fingerò di gustare la birra...
Al Capo di Gabinetto non dispiacque quel primo scambio complice e decise di continuare su quel terreno confidenziale.
- Io la mattina non riesco che a prendere un caffè amaro, in piedi per lo più... Lei preferisce un continental breakfast magari...
- Una spremuta di arance rosse (non ho mai capito perché in Germania e Inghilterra preferiscano quelle bionde che non hanno sapore di arancia),poi una banana (le mie preferite sono quelle piccole e dolci che maturano vicino Trapani, ma fatico a trovarle perché non sono commercializzate), uno yogurt greco senza grassi e senza zuccheri con un cucchiaino di miele e pappa reale e una tazza grande di tè forte (una miscela che preparo per conto mio solo con te neri, la mattina) e un paio di biscotti integrali, per le fibre... non quelli inglesi, troppo burrosi, non quelli belgi troppo profumati. Ma, Signor capo di Gabinetto, se non prende appunti, come farà ad aggiornare il dossier che le hanno trasferito dall'Innenministerium?
Schneider sorrise. Il Colonnello lo guardava tranquillo, senza sorridere.
- l'Innenministerium non c'entra. Lei sa bene, se sono qui, per conto di chi ho chiesto di incontrarla...
- Sì, lo immagino...
- Vorrei subito dirle che il mio intento è amichevole: ho il compito di capire cosa sta succedendo e relazionare a chi sappiamo in modo che vengano prese le decisioni più opportune... per il nostro Paese. Immagino che lei sia d'accordo che in questo momento così delicato è bene non commettere errori... Sia io che il mio capo attribuiamo molta importanza a questo nostro incontro, Colonnello.
Il Colonnello Schmidt evitò di rispondere. Il Capo di Gabinetto ebbe una punta di imbarazzo che cercò di mascherare esponendo con chiarezza il suo pensiero.
- Io penso, Colonnello, lo penso sinceramente, che un errore l'abbiamo già fatto ieri non facendo le dichiarazioni che lei ci aveva, in qualche modo, suggerito... Voglio dirle, Colonnello, che avevo preparato persino un testo... Tre righe che prendevano tempo ma non modificavano la situazione né in un senso né nell'altro. Lei avrebbe sospeso la conferenza stampa, le condizioni richieste alla Grecia sarebbero rimaste quelle di sempre. Samaràs avrebbe cantato vittoria ma gli altri paesi europei avrebbero confermato che nulla era cambiato. Avremmo aspettato solo la conclusione del lavoro della Troika prima di emettere un giudizio definitivo. Massimo tre mesi...
- Una mossa saggia, Signor Capo di Gabinetto, mi complimento con lei...
- Signor Colonnello, io sto parlandole apertamente, perché vorrei che lei ci aiutasse a risolvere la situazione... E su questo sto scommettendo di persona. Non mi tratti con ironia, prego...
- Mi scuso, Herr Schneider, la ascolto molto seriamente, non intendevo mancarle in alcun modo di rispetto... La sua ipotesi di lavoro, chiamiamola così, mi pareva ragionevole...
Il Capo di Gabinetto pensò, in quel primo scambio di colpi, di aver recuperato qualche punto e continuò.
- Come immagino sappia, dopo una prima presa di posizione che andava nella direzione auspicata, le dichiarazioni finali sia tedesche che francesi non accennavano affatto all'opportunità di allentare i tempi. Anzi. Vorrei dirle, in maniera riservata, perché: cosa è accaduto che ha reso il mio testo non più opportuno...
- Non sia lei ora, Signor Capo di Gabinetto, a prendermi in giro... Non mi dica quello che è di dominio pubblico e cioè che è colpa della Buba... Che è Weidman che ha impedito alla Cancelliera di fare qualsiasi apertura alla Grecia, persino quella finta che aveva immaginato lei, Herr Schneider... Questo ormai lo sanno persino i nostri compagni di bevute in questa birreria...
- Eppure è proprio così, Colonnello, mi deve credere - disse il Capo di Gabinetto, temendo di aver già consumato il vantaggio guadagnato prima - le assicuro che è la pura verità: ho assistito personalmente a uno scambio, non troppo cortese, di opinioni in proposito.
- Ma io le credo, Herr Schneider, non ho nessun dubbio che sia accaduto quello che lei dice. E che la battaglia vera oggi sia tra la Deutsch Bank e la BCE: non certo tra la Banca e il Cancellierato... Ma io sono fatto all'antica, Signor Capo di Gabinetto, penso che la "frizione" (le va bene questo termine?) tra Weidman e Merkel sia un fatto grave, molto grave, su cui dovremmo tutti riflettere... Non condivido quasi nulla di quello che fa o dice la Cancelliera, Herr Schneider, mi perdonerà per questo, ma la rispetto perché è stata eletta dai miei concittadini e quindi, ai miei occhi, rappresenta la Germania. Lei... non quel signore che è stato nominato dai suoi propri colleghi! Aggiungo, Signor Capo di Gabinetto, che non è il primo vulnus al sistema democratico che si è prodotto in questa crisi... Abbiamo fatto ripetere le elezioni politiche alla Grecia come a scolari che hanno sbagliato il compito d'esame, così ora i nazisti sono seduti alla Boulé in Piazza Syntagna, un vero capolavoro... Abbiamo consentito (o forse suggerito) una specie di golpe bianco in Italia (con ridimensionamento obbligato del ruolo del Parlamento italiano e trasformazione non scritta del ruolo del Capo dello Stato), abbiamo fatto vincere la destra in Spagna e poi, se mi permette Herr Schneider (non le chiedo di condividere), abbiamo costretto al ritiro il candidato socialista che in Francia, se avesse vinto, avrebbe certo impostato una politica economica e finanziaria diversa da quella che piace alla Germania...
Il Colonnello avvicinò il grande boccale di birra alla bocca e fece finta di bere. Poi si pulì le labbra della schiuma e continuò.
- Senza dimenticare che le altre banche centrali hanno ceduto la loro sovranità alla Bce mentre la nostra sembra rivendicare la sua sovranità sulla Banca europea... Così ora ci tocca difendere la Bce... pensi lei! Ma forse Draghi è l'unico che ha capito che se va dietro alla Germania la Bce salterà e a nessuno fa piacere suicidarsi, se non ne ha desiderio proprio.
- Lei sa bene, Colonnello che senza il consenso della Bundesbank non si sarebbe fatto l'Euro...
- Infatti non è la dialettica tra banche la mia principale preoccupazione ma quella ben più pericolosa tra banche e democrazie... Fino alle dichiarazioni esplicite: "Chi chiede aiuto alla Bce deve rinunciare a pezzi della propria sovranità nazionale", accettare in sostanza di essere commissariato... Non le sembra rischioso per la tenuta democratica tutto questo, Signor Capo di Gabinetto? La democrazia è un giocattolo fragile, lo lasci dire a me che l'ho visto diverse volte: si rompe in fretta ma ci vogliono molti anni per aggiustarlo... e noi, ancora una volta, lo stiamo rompendo.
- Ma noi abbiamo aiutato le democrazie più deboli con molti miliardi di Euro, Colonnello, non lo dimentichi...
- Herr Schneider... abbiamo solo finanziato le nostre esportazioni. Ora gli stiamo portando via reddito per finanziare i tassi di interesse bancari...
- Lei sa meglio di me che c'è in discussione non solo l'Euro ma proprio il futuro democratico dell'Unione Europea... in direzione di un suo rafforzamento democratico.
- Ma, mio caro amico, cosa pensa che importi alle popolazioni dei paesi europei del futuro democratico della UE se la UE di oggi chiede loro solo peggioramenti delle condizioni di vita e riduzioni della sovranità popolare? Che idee crede abbiano i giovani di un'Europa che ha enormi opportunità per loro e poi gliele nega?
- Colonnello, noi chiediamo un rafforzamento dei processi di unificazione anche politica dell'Europa: un consolidamento della democrazia europea e delle sue istituzioni perché le politiche comunitarie siano più efficaci. Questo può valere qualche cessione di sovranità...
- Questo suo intento lodevole è ancora da dimostrare, Herr Schneider... Quando c'era da rafforzare il ruolo della Commissione sulla politica estera avete fatto una scelta al di sotto del comune senso del pudore... In ogni caso, mi scusi se mi permetto (io non sono nessuno per dire cosa bisognerebbe fare), ma da cittadino... cominciamo a dare qualcosa di nuovo ai popoli europei, non a togliere loro quello che hanno! Anche solo dal punto di vista della prospettiva, del messaggio, non voglio dire della speranza... Qualcosa in cui proiettarsi se non qualcosa in cui credere...
- Ma noi tedeschi stiamo davvero chiedendo un processo di riforma e consolidamento delle istituzioni dell'UE, qualcosa di più di una speranza...
- No, Signor Capo di Gabinetto, voi state sviando il problema principale. Alle scuole che ho frequentato io (ed erano buone scuole sa, a saperle decodificare...) le avrebbero detto: "Stai confondendo le contraddizioni strutturali con effetti di sovrastruttura". Lei sa bene che oggi si scontrano in Germania e in Europa poteri espressi dai cittadini contro poteri esogeni al sistema democratico. Soggetti che la crisi ha enormemente rafforzato e che non vogliono un'esito della crisi che indebolisca il loro ruolo di decisori autonomi. O, se preferisce il piano economico, poteri che non vogliono ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche, che hanno generato e amplificato questa crisi, perché non vogliono rinunciare alla loro quota di reddito. Questo il problema vero, Signor Capo di Gabinetto. La mia delusione sta nel constatare che il Governo Federale non ha ancora deciso (non vuole o non sa) da che parte collocarsi... se tornare con Keynes o continuare con Friedman, per semplificare molto...
Finse ancora di sorseggiare la birra e continuò.
- Oggi arriva a Berlino anche il capo del "Governo Tecnico" italiano, a farsi dare i voti dalla nostra Cancelliera... A lei forse farà piacere, a me fa molta pena... Intanto perché più che un tecnico è un professore... esperto di uffici europei, meno esperto di problemi sociali... I due si scambieranno frasi di apprezzamento e sorrisi, diranno che Italia e Germania condividono molte "agende" e molte "road map", ma non credo che nemmeno insieme avranno il coraggio di scegliere la strada giusta per uscire dalla crisi in Europa. Cioè quella di redistribuire diversamente il reddito fra i cittadini...
Il tono del Colonnello era stato molto pacato ma molto fermo e il Capo di Gabinetto stette per un momento a riflettere su quelle parole.
- Ma lei non mi avrà certo incontrato per sentire le opinioni di un vecchio comunista sul Governo Federale della Germania immagino, Herr Schneider...
- Le assicuro che molte delle considerazioni che lei ha esposto come paradigmi, Colonnello, attraversano le nostre giornate sotto forma di preoccupazioni, anche se non ufficialmente...
- Già, non ufficialmente... Forse proprio questo è il punto, disse quasi fra sé il Colonnello.
Schneider, pensando di aver di nuovo pareggiato i conti, continuò.
- Io ho il compito di chiederle, Colonnello, di rinunciare alla sua conferenza stampa. Senza che questo ovviamente significhi mettere il difficoltà in nessun modo la sua Associazione di grecisti. Sono pronto su questo a concordare con lei un percorso diciamo di "salvaguardia e valorizzazione".
Un sorriso di delusione passò per un attimo sulle labbra del Colonnello.
- Mio giovane amico, la ringrazio ma non abbiamo bisogno di nulla: l'A.I.S.G.E.M si autofinanzia per vincolo statutario. Abbiamo anche "sponsor" in vari paesi che non ci fanno mancare davvero nulla e una piccola casa editrice in pareggio di bilancio... Ringrazi anche chi di dovere...
- Non vorrei essere stato frainteso Signor Colonnello, non era mia intenzione e neppure un desiderio di chi rappresento...
- Si fermi, Herr Schneider, non ha bisogno con me di usare questi argomenti, umilianti per entrambi, mi scusi... lasciamo stare. Io non ho fatto la conferenza stampa e non la farò probabilmente più... Anche perché considero non chiusa l'ipotesi di trovare una via d'uscita, per così dire incruenta, ai problemi greci e non ho alcuna intenzione di bruciare questa ipotesi in cambio di una "sovraesposizione" della mia Associazione... Lei deve sapere però, caro amico, che non è più in mio potere impedire che la notizia della statua si diffonda a livello internazionale...
- In che senso Colonnello? Non tenti nemmeno lei di sminuire il suo ruolo nella vicenda, per favore... Entrambi sappiamo e non abbiamo bisogno di nessuna conferma. E neppure di una smentita però...
- Intendevo dire, Herr Schneider, che ho messo in moto io un percorso, che mi piace chiamare "culturale", che può portare (anzi, porterà certamente, anche se non so quando) alla divulgazione della notizia. E che quel percorso non è possibile fermarlo né da parte mia né da parte vostra... Perché coinvolge molte istituzioni e molti musei europei e molti giovani studiosi...
- Perché l'ha fatto Colonnello?
- Perché mi hanno insegnato, quando avevo la sua età, che è sempre meglio avere alcuni percorsi di riserva, e non intestardirsi su un solo disegno, nel caso, appunto, che si blocchi. L'ho fatto perché non potevo fidarmi di voi, Herr Schneider, e forse perché non potevo del tutto fidarmi di me - aggiunse il Colonnello contraendo per un attimo gli angoli della bocca in quel suo ghigno inquietante. Poi, per nasconderlo, finse di inghiottire un po' di birra dal bicchiere dove ormai era sparita del tutto la schiuma.
- La ringrazio della sincerità, Colonnello. Altrettanto direttamente vorrei dirle che ho buone speranze di riuscire a controllare gli effetti di questo suo "secondo" percorso. E che già la Francia (la Réunion des Musées Nationaux) si è fatta viva con il Pergamon Museum e la situazione è sotto controllo, almeno per qualche tempo...
- Non parlavo della Francia, Herr Schneider... Loro pensano quasi ossessivamente che un legame privilegiato con la Germania risolverà tutto e la campagna elettorale di Hollande è già stata dimenticata (almeno i giorni dispari)... Ma non voglio ridurre le sue "buone speranze": faccia quello che ritiene giusto fare... Anche io farò lo stesso.
- Devo preoccuparmi di questa sua ultima dichiarazione, Colonnello?
- Assolutamente no. Prima che me lo chieda lei Signor Capo di Gabinetto, le vorrei illustrare le scelte che sto maturando in queste ore. Dipenderà anche molto dagli sviluppi della situazione... Come le dicevo, la mia offensiva "culturale" era duplice: la conferenza stampa a Berlino e in altre capitali europee da un lato, l'iniziativa dal basso dei diversi studiosi e musei dall'altro, quella che io chiamo, mi scusi dell'enfasi, la "nuova alleanza contro i Turchi".
- I turchi? Cosa c'entrano i turchi?
Il Colonnello guardò il Capo di Gabinetto e rispose con calma.
- Mi scusi della metafora storica così banale, Herr Schneider, non ho niente contro i turchi... In questo caso i turchi siamo noi...
Poi proseguì.
- Ho scartato l'ipotesi più cinematografica di far trovare qualche pezzo di Athena in un luogo pubblico a Berlino (magari alla mostra su Olimpia che si sta aprendo) e stare ad aspettare con calma gli eventi...
- Perché lei non ha pazienza di aspettare che gli eventi accadano da soli...
- Pazienza? Quella ne ho tanta. È il mio tempo che comincia a scarseggiare piuttosto... e forse la fiducia... Ma mi lasci finire di raccontarle cosa ho in testa, così avrà un quadro più preciso... Sappia che ho intenzione di preparare un ricorso contro la Germania presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja prima, e magari poi chiedere alla Germania di pagare un indennizzo nei confronti della Grecia per sottrazione illegittima di patrimonio artistico. Ci sono diverse aggravanti possibili in questa vicenda che penso possano alzare di molto l'entità del danno e del corrispondente indennizzo... Insomma, un percorso economico amministrativo, se dovesse non funzionare quello culturale... o quello politico-giuridico.
- Perché mi dice queste cose Colonnello? Immagino non vogliano essere minacce le sue...
- Assolutamente no, non è mia abitudine minacciare nessuno. Mi sono sempre imposto, invece, il dovere di informare e avvertire i miei interlocutori quando stavo per coinvolgerli a loro danno. Una specie di "avviso di garanzia" in via privata, se mi permette la facezia.. Deve ammettere, Signor Capo di Gabinetto, che anche con voi ho mantenuto fede a questo principio per così dire "deontologico" (che i miei maestri hanno sempre considerato uno scrupolo eccessivo...) E poi, caro amico, per quel che le dicevo prima, questa iniziativa non deve essere immaginata, in questa fase, contro il Governo Federale, bensì contro la Bundesbank...
- Ma le serve uno Stato che avvii l'istanza, Colonnello. È sicuro che la Grecia intenda farlo?
- Sicuro no, ma ci sto lavorando. E poi, Herr Schneider, non dimentichi il secondo comma dell'articolo 34 dello Statuto della Corte e non dimentichi che io presiedo una Associazione Internazionale con riconoscimento pubblico formale... Mi basta anche avviare un quesito interpretativo se possa l' A.I.S.G.E.M. adire oppure no la Corte su un furto di opere d'arte commesso dalla Germania ai danni della Grecia... poi, come dice lei, aspettare con pazienza gli eventi - e qui il Colonnello non riuscì, o non volle, trattenere il suo inquietante sorriso.
- Colonnello, lei mi ha detto questo perché io lo riferisca a chi sappiamo, ovviamente - disse il Capo di Gabinetto accorgendosi immediatamente di avere fatto un passo falso.
- Questo è un problema che lascio risolvere a lei, caro amico... Non posso certo chiederle la riservatezza, non mi permetterei mai...
Herr Schneider decise di rimettere il colloquio con il Colonnello nel giusto equilibrio di ruoli e commise, forse, una seconda ingenuità.
- Signor Colonnello, non pensa che sarebbe suo dovere restituire le parti della statua di Athena che lei o i suoi uomini avete sottratto al Pergamon Museum?
Il Colonnello Schmidt, sorrise ma questa volta bonariamente.
- Riferisca pure che a questa domanda ho risposto "assolutamente no", signor Capo di Gabinetto. Io ritengo mio dovere di cittadino europeo, piuttosto, restituire quei pezzi alla Grecia ma non al Pergamon che li ha nascosti per settant'anni... Ho già commesso una volta nella mia vita l'errore di affidarli al Pergamon... non intendo sbagliare di nuovo.
- Capisco... Anche perché nessuno è in grado di accusarla di niente, nemmeno se volesse...
Il colonnello restò impassibile.
- Ho ancora due domande precise da rivolgerle, Colonnello. Posso?
- Certo che può, mio giovane amico, se sono venuto qui è perché considero un dovere risponderle... E anche un mio piacere personale...
- Cosa c'entra Rosa Luxemburg in questa storia?
- Rosa? - tornò di buon umore il Colonnello - È un mio grande amore giovanile... Amore intellettuale, voglio dire... Non sono così vecchio... Oh, mi scusi, ho pensato per un attimo che lei potesse farmi più vecchio... Mi perdoni questo lapsus che non voleva essere offensivo... Come lei sa, il vero corpo di Rosa non è quello custodito dal monumento funebre del Cimitero Centrale di Friedrichsfelde...
- Mi pare di ricordare che il corpo vero della martire spartachista sia stato trovato alla Charité...
Il Colonnello apprezzò le parole usate dal Capo di Gabinetto.
- Lei ricorda bene una notizia di Der Spiegel, Herr Schneider, non può certo sapere che il corpo di Rosa è stato messo in salvo e riposto in un luogo segreto, dove è ancora costodito, molti anni prima della riunificazione... Siamo rimasti in pochissimi a saperlo... Io ho solo pensato che la testa della dea della sapienza e della saggezza stesse bene in quel luogo, vicino a Rosa, perché lei era più saggia di molti suoi compagni... Lei penserà che con l'età io sia diventato più emotivo. Forse è così: ma ho ritenuto fosse un bel riconoscimento postumo per Rosa.
Passò la cameriera con un vestito tradizionale da ragazza di campagna e li guardò con disprezzo: stavano lì a chiacchierare da un sacco di tempo e nessuno dei due aveva ancora finito la sua prima birra.
- Capisco... Questa invece è solo una curiosità - disse il Capo di Gabinetto - Perché prima mi ha detto che non si fidava nemmeno di se stesso, Colonnello...?
- Vede, mio giovane amico, nella mia ormai lunga vita ho tentato con impegno e convinzione di conciliare filosofie diverse, cercando di viverle in armonia... A volte penso di esserci riuscito, a volte una torna a prevalere sull'altra...
Ancora il Colonnello finse di bere una birra ormai tiepida.
- Le sto parlando del nocciolo del pensiero astratto occidentale, mio caro, non mode culturali transeunti o ancora peggio prodotti di importazione. Il meglio che il cervello umano abbia prodotto dal punto di vista filosofico è stato prodotto in Europa, come lei sa bene. Altrimenti ci sarebbero anche filosofi americani o giapponesi e invece non ci sono... Duemila anni fa in Grecia, un pensiero che è durato più di un millennio (non è mai più accaduto) e poi, negli ultimi duecento anni in Germania. Il resto è pragmatismo... Solo tecnologie invece che filosofie, oppure mistiche. Tenere insieme la ricerca analitica della realtà e lo sforzo di comprendere il mondo in una sola sintesi... la logica e la filosofia teoretica, Aristotele, Kant e Hegel, non è poi così difficile... Quando si vuole comprendere anche Marx tutto diventa più complicato ma ancora possibile: l'assoluto e lo storicamente determinato possono convivere decentemente... Non c'è quella incompatibilità che si vuole supporre tra storia e natura: tra tempo e spazio, se preferisce un approccio più recente e semplificato... I problemi nascono quando si suppone di poter imporre agli altri, per presunzione culturale a priori, delle sociologie e delle pedagogie (magari anche delle economie...). Allora la somma delle grandi filosofie occidentali può produrre mostri e incubi terribili... È quello che è successo particolarmente a noi tedeschi, se ci pensa, Herr Schneider... nella DDR non avevamo la vodka dei russi in cui perderci... Ci è voluta tutta la determinazione e la coerenza tedesca per costruire quell'esperienza. E poi superare la grande follia è stato più difficile: molti non ci sono riusciti e praticano ancora terapie di disintossicazione qua e là per l'Europa... Altri hanno elaborato il lutto e sopravvivono in qualche modo. Altri rimuovono.
- Pensavo, prima di incontrarla, che lei avesse qualche nostalgia, Colonnello...
- Io ho nostalgia solo dei miei 60 anni, amico mio, quando esperienza e energia sono ancora in grado di combinarsi fra loro e non di sostituirsi per coprire i vuoti... A 60 anni ho cercato di sintetizzare il meglio delle diverse scuole: la consapevolezza che la realtà è più complessa delle nostre categorie e che l'etica del "dovere" non può essere un criterio assoluto. Anche le regole etiche sono espressione storica della società, non un demiurgo del mondo. Se si riesce a costruire questa sintesi (tra hegelismo di destra e di sinistra per dir così) allora può venir fuori un distillato di buon livello... altrimenti è alcool metilico puro.
- Lei si sente parte di questo distillato, Colonnello?
- No, caro, io sono solo un alambicco, un facilitatore... Aiuto le persone con cui collaboro a produrre buoni distillati... Ma non voglio sfuggire alla sua domanda iniziale: tutta questa premessa quasi psicanalitica... (del resto, mi chiamo Sigmund non per caso)...
- lo ha scelto apposta quel nome, Colonnello? Fa parte anche lui della grande sintesi?
- Siamo in tanti Sigmund Schmidt sull'elenco telefonico di Berlino... Lei mi è simpatico, Capo di Gabinetto...
- Anche lei mi è simpatico, Colonnello... - disse Schneider soddisfatto dei suoi ultimi colpi.
- Tutto questo confuso preambolo, mi scuso se l'ho annoiata, per dirle che io mi sento intimamente e profondamente tedesco... Per questo non mi fido completamente di me stesso e spesso cerco di obbligarmi a mosse che altrimenti, all'ultimo momento, potrei non avere il coraggio di fare...
- Come pensa di obbligarsi a non restituire al Pergamon l'intera statua di Athena?
- Ho preso le mie precauzioni...
- E non le dispiace disonorare l'immagine internazionale della Germania?
- Lei è di famiglia cattolica Herr Schneider? Le ho appena detto che mi è simpatico e già sta tentando di convertirmi... - disse il Colonnello guardando freddamente negli occhi il suo interlocutore - La Germania si sta disonorando da sola, per mancanza di visione strategica e per miopia politica... Non è la prima volta che accade... Io e i miei collaboratori stiamo solo cercando di limitare i danni, se ci riusciamo... Le ho detto quello che volevo dirle, forse è meglio se ci fermiamo qui Capo di Gabinetto... E ci salutiamo da buoni amici - concluse il Colonnello Schmidt con un sorriso.
Entrambi si alzarono in piedi e si strinsero la mano.
- Mi scuso Colonnello, se le ho mancato di rispetto... Avevo dei doveri da compiere... Sono molto felice di averla conosciuta...
- Anche io, signor Capo di Gabinetto. Anche io sono felice di averla conosciuta, anche io ho dei doveri... Porti, se crede, i miei rispettosi saluti a chi sa lei...
- Lo farò senz'altro Colonnello.
I due rimasero per un attimo uno di fronte all'altro guardandosi. Schneider andò a pagare. Lasciò una mancia esagerata alla cameriera, che guardò quella strana coppia di clienti mattutini e si mise i 5 euro nella tasca del grembiule. Tornò verso il colonnello che lo aspettava davanti alla porta. Uscirono in strada. Il Colonnello vide a 50 metri sull'altro lato della strada, una grossa auto nera parcheggiata che evidentemente era in attesa del Capo di Gabinetto senza dare troppo nell'occhio.
- Colonnello, non avrei mai immaginato che a lei potesse piacere Maigret...
- Caro amico, mi dovrebbe forse piacere il commissario Rex?
- Non dico questo... quella mi pare una serie per famiglie, per ragazzi... Ma Maigret mi è sempre parso, come dire, privo di metodo...
- Quel cane è il massimo che abbiamo saputo produrre nella letteratura poliziesca in Germania, purtroppo... Sa, a me piace Maigret per un motivo... Lui partecipa sempre un po' (simpatizza, nel senso originale del termine), per gli autori dei crimini: li capisce, per quello li scopre...
Guardò in faccia Schneider per verificare se il suo messaggio fosse arrivato a destinazione. Nel dubbio continuò.
- Bisogna essere molto umani per comprendere cosa passa nella testa di un altro, magari con una storia molto diversa dalla tua... soprattutto quando sbaglia o commette crimini. Un cane segue solo le tracce olfattive, troppo semplice, troppo schematico... Rincorre e azzanna, non si immedesima...
- Anche io penso che a volte noi tedeschi siamo troppo schematici... Colonnello - disse Schneider che voleva chiudere quell'incontro senza creare strappi.
A questa frase Sigmund Schmidt fece una delle sue rare risate piene.
- Amico mio, il problema è che crediamo ai nostri schemi... noi da due punti sappiamo tirare una retta diritta e precisa, e ci convinciamo che sia l'unica possibile, come ci hanno insegnato a scuola (qualche volta anche da un punto pretendiamo che se ne possa tirare una sola e da lì nascono i disastri)... Rette diritte e perfette, ma solo un disegno su un foglio. Non è un caso che per scoprire lo spazio curvo un cittadino tedesco di Ulm sia dovuto emigrare all'estero.
Si sforzò di ridere anche il Capo di Gabinetto.
- Mi piacerebbe chiacchierare ancora con lei Colonnello, ma debbo rientrare... Posso darle un passaggio? - aggiunse con una punta di imbarazzo.
- La ringrazio Herr Schneider, ma è più ragionevole per entrambi se prendo la metropolitana che mi porta quasi sotto casa...
Si strinsero di nuovo la mano e il Colonnello Schmidt si avviò camminando sul marciapiede verso la fermata della Metropolitana con cui era arrivato. Friedrich Schneider attraversò la strada verso l'auto scura che lo stava aspettando.
Il Capo di Gabinetto si alzò in piedi quando vide quel signore anziano dal portamento diritto che si avvicinava al suo tavolo. Si pentì di questo gesto perché in una birreria di periferia non ci si alza in piedi quando entra il proprio compagno di bevute. Ma pensò che sarebbe stato apprezzato dal Colonnello. Si sedettero entrambi sulle sedie di legno non imbottite.
- La ringrazio molto di avere accettato il mio invito Colonnello Schmidt. Intanto ordinerei due birre, se lei è d'accordo. Tanto ce le porterebbero comunque...
- Non bevo birra di mattina, Herr Schneider (in questo fatico a imitare il mio amato commissario Maigret...) Ma va bene...
- Preferisce qualche altra cosa? Credo abbiano anche caffè...
- No grazie, ho appena fatto la mia colazione a casa... non si preoccupi. Fingerò di gustare la birra...
Al Capo di Gabinetto non dispiacque quel primo scambio complice e decise di continuare su quel terreno confidenziale.
- Io la mattina non riesco che a prendere un caffè amaro, in piedi per lo più... Lei preferisce un continental breakfast magari...
- Una spremuta di arance rosse (non ho mai capito perché in Germania e Inghilterra preferiscano quelle bionde che non hanno sapore di arancia),poi una banana (le mie preferite sono quelle piccole e dolci che maturano vicino Trapani, ma fatico a trovarle perché non sono commercializzate), uno yogurt greco senza grassi e senza zuccheri con un cucchiaino di miele e pappa reale e una tazza grande di tè forte (una miscela che preparo per conto mio solo con te neri, la mattina) e un paio di biscotti integrali, per le fibre... non quelli inglesi, troppo burrosi, non quelli belgi troppo profumati. Ma, Signor capo di Gabinetto, se non prende appunti, come farà ad aggiornare il dossier che le hanno trasferito dall'Innenministerium?
Schneider sorrise. Il Colonnello lo guardava tranquillo, senza sorridere.
- l'Innenministerium non c'entra. Lei sa bene, se sono qui, per conto di chi ho chiesto di incontrarla...
- Sì, lo immagino...
- Vorrei subito dirle che il mio intento è amichevole: ho il compito di capire cosa sta succedendo e relazionare a chi sappiamo in modo che vengano prese le decisioni più opportune... per il nostro Paese. Immagino che lei sia d'accordo che in questo momento così delicato è bene non commettere errori... Sia io che il mio capo attribuiamo molta importanza a questo nostro incontro, Colonnello.
Il Colonnello Schmidt evitò di rispondere. Il Capo di Gabinetto ebbe una punta di imbarazzo che cercò di mascherare esponendo con chiarezza il suo pensiero.
- Io penso, Colonnello, lo penso sinceramente, che un errore l'abbiamo già fatto ieri non facendo le dichiarazioni che lei ci aveva, in qualche modo, suggerito... Voglio dirle, Colonnello, che avevo preparato persino un testo... Tre righe che prendevano tempo ma non modificavano la situazione né in un senso né nell'altro. Lei avrebbe sospeso la conferenza stampa, le condizioni richieste alla Grecia sarebbero rimaste quelle di sempre. Samaràs avrebbe cantato vittoria ma gli altri paesi europei avrebbero confermato che nulla era cambiato. Avremmo aspettato solo la conclusione del lavoro della Troika prima di emettere un giudizio definitivo. Massimo tre mesi...
- Una mossa saggia, Signor Capo di Gabinetto, mi complimento con lei...
- Signor Colonnello, io sto parlandole apertamente, perché vorrei che lei ci aiutasse a risolvere la situazione... E su questo sto scommettendo di persona. Non mi tratti con ironia, prego...
- Mi scuso, Herr Schneider, la ascolto molto seriamente, non intendevo mancarle in alcun modo di rispetto... La sua ipotesi di lavoro, chiamiamola così, mi pareva ragionevole...
Il Capo di Gabinetto pensò, in quel primo scambio di colpi, di aver recuperato qualche punto e continuò.
- Come immagino sappia, dopo una prima presa di posizione che andava nella direzione auspicata, le dichiarazioni finali sia tedesche che francesi non accennavano affatto all'opportunità di allentare i tempi. Anzi. Vorrei dirle, in maniera riservata, perché: cosa è accaduto che ha reso il mio testo non più opportuno...
- Non sia lei ora, Signor Capo di Gabinetto, a prendermi in giro... Non mi dica quello che è di dominio pubblico e cioè che è colpa della Buba... Che è Weidman che ha impedito alla Cancelliera di fare qualsiasi apertura alla Grecia, persino quella finta che aveva immaginato lei, Herr Schneider... Questo ormai lo sanno persino i nostri compagni di bevute in questa birreria...
- Eppure è proprio così, Colonnello, mi deve credere - disse il Capo di Gabinetto, temendo di aver già consumato il vantaggio guadagnato prima - le assicuro che è la pura verità: ho assistito personalmente a uno scambio, non troppo cortese, di opinioni in proposito.
- Ma io le credo, Herr Schneider, non ho nessun dubbio che sia accaduto quello che lei dice. E che la battaglia vera oggi sia tra la Deutsch Bank e la BCE: non certo tra la Banca e il Cancellierato... Ma io sono fatto all'antica, Signor Capo di Gabinetto, penso che la "frizione" (le va bene questo termine?) tra Weidman e Merkel sia un fatto grave, molto grave, su cui dovremmo tutti riflettere... Non condivido quasi nulla di quello che fa o dice la Cancelliera, Herr Schneider, mi perdonerà per questo, ma la rispetto perché è stata eletta dai miei concittadini e quindi, ai miei occhi, rappresenta la Germania. Lei... non quel signore che è stato nominato dai suoi propri colleghi! Aggiungo, Signor Capo di Gabinetto, che non è il primo vulnus al sistema democratico che si è prodotto in questa crisi... Abbiamo fatto ripetere le elezioni politiche alla Grecia come a scolari che hanno sbagliato il compito d'esame, così ora i nazisti sono seduti alla Boulé in Piazza Syntagna, un vero capolavoro... Abbiamo consentito (o forse suggerito) una specie di golpe bianco in Italia (con ridimensionamento obbligato del ruolo del Parlamento italiano e trasformazione non scritta del ruolo del Capo dello Stato), abbiamo fatto vincere la destra in Spagna e poi, se mi permette Herr Schneider (non le chiedo di condividere), abbiamo costretto al ritiro il candidato socialista che in Francia, se avesse vinto, avrebbe certo impostato una politica economica e finanziaria diversa da quella che piace alla Germania...
Il Colonnello avvicinò il grande boccale di birra alla bocca e fece finta di bere. Poi si pulì le labbra della schiuma e continuò.
- Senza dimenticare che le altre banche centrali hanno ceduto la loro sovranità alla Bce mentre la nostra sembra rivendicare la sua sovranità sulla Banca europea... Così ora ci tocca difendere la Bce... pensi lei! Ma forse Draghi è l'unico che ha capito che se va dietro alla Germania la Bce salterà e a nessuno fa piacere suicidarsi, se non ne ha desiderio proprio.
- Lei sa bene, Colonnello che senza il consenso della Bundesbank non si sarebbe fatto l'Euro...
- Infatti non è la dialettica tra banche la mia principale preoccupazione ma quella ben più pericolosa tra banche e democrazie... Fino alle dichiarazioni esplicite: "Chi chiede aiuto alla Bce deve rinunciare a pezzi della propria sovranità nazionale", accettare in sostanza di essere commissariato... Non le sembra rischioso per la tenuta democratica tutto questo, Signor Capo di Gabinetto? La democrazia è un giocattolo fragile, lo lasci dire a me che l'ho visto diverse volte: si rompe in fretta ma ci vogliono molti anni per aggiustarlo... e noi, ancora una volta, lo stiamo rompendo.
- Ma noi abbiamo aiutato le democrazie più deboli con molti miliardi di Euro, Colonnello, non lo dimentichi...
- Herr Schneider... abbiamo solo finanziato le nostre esportazioni. Ora gli stiamo portando via reddito per finanziare i tassi di interesse bancari...
- Lei sa meglio di me che c'è in discussione non solo l'Euro ma proprio il futuro democratico dell'Unione Europea... in direzione di un suo rafforzamento democratico.
- Ma, mio caro amico, cosa pensa che importi alle popolazioni dei paesi europei del futuro democratico della UE se la UE di oggi chiede loro solo peggioramenti delle condizioni di vita e riduzioni della sovranità popolare? Che idee crede abbiano i giovani di un'Europa che ha enormi opportunità per loro e poi gliele nega?
- Colonnello, noi chiediamo un rafforzamento dei processi di unificazione anche politica dell'Europa: un consolidamento della democrazia europea e delle sue istituzioni perché le politiche comunitarie siano più efficaci. Questo può valere qualche cessione di sovranità...
- Questo suo intento lodevole è ancora da dimostrare, Herr Schneider... Quando c'era da rafforzare il ruolo della Commissione sulla politica estera avete fatto una scelta al di sotto del comune senso del pudore... In ogni caso, mi scusi se mi permetto (io non sono nessuno per dire cosa bisognerebbe fare), ma da cittadino... cominciamo a dare qualcosa di nuovo ai popoli europei, non a togliere loro quello che hanno! Anche solo dal punto di vista della prospettiva, del messaggio, non voglio dire della speranza... Qualcosa in cui proiettarsi se non qualcosa in cui credere...
- Ma noi tedeschi stiamo davvero chiedendo un processo di riforma e consolidamento delle istituzioni dell'UE, qualcosa di più di una speranza...
- No, Signor Capo di Gabinetto, voi state sviando il problema principale. Alle scuole che ho frequentato io (ed erano buone scuole sa, a saperle decodificare...) le avrebbero detto: "Stai confondendo le contraddizioni strutturali con effetti di sovrastruttura". Lei sa bene che oggi si scontrano in Germania e in Europa poteri espressi dai cittadini contro poteri esogeni al sistema democratico. Soggetti che la crisi ha enormemente rafforzato e che non vogliono un'esito della crisi che indebolisca il loro ruolo di decisori autonomi. O, se preferisce il piano economico, poteri che non vogliono ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche, che hanno generato e amplificato questa crisi, perché non vogliono rinunciare alla loro quota di reddito. Questo il problema vero, Signor Capo di Gabinetto. La mia delusione sta nel constatare che il Governo Federale non ha ancora deciso (non vuole o non sa) da che parte collocarsi... se tornare con Keynes o continuare con Friedman, per semplificare molto...
Finse ancora di sorseggiare la birra e continuò.
- Oggi arriva a Berlino anche il capo del "Governo Tecnico" italiano, a farsi dare i voti dalla nostra Cancelliera... A lei forse farà piacere, a me fa molta pena... Intanto perché più che un tecnico è un professore... esperto di uffici europei, meno esperto di problemi sociali... I due si scambieranno frasi di apprezzamento e sorrisi, diranno che Italia e Germania condividono molte "agende" e molte "road map", ma non credo che nemmeno insieme avranno il coraggio di scegliere la strada giusta per uscire dalla crisi in Europa. Cioè quella di redistribuire diversamente il reddito fra i cittadini...
Il tono del Colonnello era stato molto pacato ma molto fermo e il Capo di Gabinetto stette per un momento a riflettere su quelle parole.
- Ma lei non mi avrà certo incontrato per sentire le opinioni di un vecchio comunista sul Governo Federale della Germania immagino, Herr Schneider...
- Le assicuro che molte delle considerazioni che lei ha esposto come paradigmi, Colonnello, attraversano le nostre giornate sotto forma di preoccupazioni, anche se non ufficialmente...
- Già, non ufficialmente... Forse proprio questo è il punto, disse quasi fra sé il Colonnello.
Schneider, pensando di aver di nuovo pareggiato i conti, continuò.
- Io ho il compito di chiederle, Colonnello, di rinunciare alla sua conferenza stampa. Senza che questo ovviamente significhi mettere il difficoltà in nessun modo la sua Associazione di grecisti. Sono pronto su questo a concordare con lei un percorso diciamo di "salvaguardia e valorizzazione".
Un sorriso di delusione passò per un attimo sulle labbra del Colonnello.
- Mio giovane amico, la ringrazio ma non abbiamo bisogno di nulla: l'A.I.S.G.E.M si autofinanzia per vincolo statutario. Abbiamo anche "sponsor" in vari paesi che non ci fanno mancare davvero nulla e una piccola casa editrice in pareggio di bilancio... Ringrazi anche chi di dovere...
- Non vorrei essere stato frainteso Signor Colonnello, non era mia intenzione e neppure un desiderio di chi rappresento...
- Si fermi, Herr Schneider, non ha bisogno con me di usare questi argomenti, umilianti per entrambi, mi scusi... lasciamo stare. Io non ho fatto la conferenza stampa e non la farò probabilmente più... Anche perché considero non chiusa l'ipotesi di trovare una via d'uscita, per così dire incruenta, ai problemi greci e non ho alcuna intenzione di bruciare questa ipotesi in cambio di una "sovraesposizione" della mia Associazione... Lei deve sapere però, caro amico, che non è più in mio potere impedire che la notizia della statua si diffonda a livello internazionale...
- In che senso Colonnello? Non tenti nemmeno lei di sminuire il suo ruolo nella vicenda, per favore... Entrambi sappiamo e non abbiamo bisogno di nessuna conferma. E neppure di una smentita però...
- Intendevo dire, Herr Schneider, che ho messo in moto io un percorso, che mi piace chiamare "culturale", che può portare (anzi, porterà certamente, anche se non so quando) alla divulgazione della notizia. E che quel percorso non è possibile fermarlo né da parte mia né da parte vostra... Perché coinvolge molte istituzioni e molti musei europei e molti giovani studiosi...
- Perché l'ha fatto Colonnello?
- Perché mi hanno insegnato, quando avevo la sua età, che è sempre meglio avere alcuni percorsi di riserva, e non intestardirsi su un solo disegno, nel caso, appunto, che si blocchi. L'ho fatto perché non potevo fidarmi di voi, Herr Schneider, e forse perché non potevo del tutto fidarmi di me - aggiunse il Colonnello contraendo per un attimo gli angoli della bocca in quel suo ghigno inquietante. Poi, per nasconderlo, finse di inghiottire un po' di birra dal bicchiere dove ormai era sparita del tutto la schiuma.
- La ringrazio della sincerità, Colonnello. Altrettanto direttamente vorrei dirle che ho buone speranze di riuscire a controllare gli effetti di questo suo "secondo" percorso. E che già la Francia (la Réunion des Musées Nationaux) si è fatta viva con il Pergamon Museum e la situazione è sotto controllo, almeno per qualche tempo...
- Non parlavo della Francia, Herr Schneider... Loro pensano quasi ossessivamente che un legame privilegiato con la Germania risolverà tutto e la campagna elettorale di Hollande è già stata dimenticata (almeno i giorni dispari)... Ma non voglio ridurre le sue "buone speranze": faccia quello che ritiene giusto fare... Anche io farò lo stesso.
- Devo preoccuparmi di questa sua ultima dichiarazione, Colonnello?
- Assolutamente no. Prima che me lo chieda lei Signor Capo di Gabinetto, le vorrei illustrare le scelte che sto maturando in queste ore. Dipenderà anche molto dagli sviluppi della situazione... Come le dicevo, la mia offensiva "culturale" era duplice: la conferenza stampa a Berlino e in altre capitali europee da un lato, l'iniziativa dal basso dei diversi studiosi e musei dall'altro, quella che io chiamo, mi scusi dell'enfasi, la "nuova alleanza contro i Turchi".
- I turchi? Cosa c'entrano i turchi?
Il Colonnello guardò il Capo di Gabinetto e rispose con calma.
- Mi scusi della metafora storica così banale, Herr Schneider, non ho niente contro i turchi... In questo caso i turchi siamo noi...
Poi proseguì.
- Ho scartato l'ipotesi più cinematografica di far trovare qualche pezzo di Athena in un luogo pubblico a Berlino (magari alla mostra su Olimpia che si sta aprendo) e stare ad aspettare con calma gli eventi...
- Perché lei non ha pazienza di aspettare che gli eventi accadano da soli...
- Pazienza? Quella ne ho tanta. È il mio tempo che comincia a scarseggiare piuttosto... e forse la fiducia... Ma mi lasci finire di raccontarle cosa ho in testa, così avrà un quadro più preciso... Sappia che ho intenzione di preparare un ricorso contro la Germania presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja prima, e magari poi chiedere alla Germania di pagare un indennizzo nei confronti della Grecia per sottrazione illegittima di patrimonio artistico. Ci sono diverse aggravanti possibili in questa vicenda che penso possano alzare di molto l'entità del danno e del corrispondente indennizzo... Insomma, un percorso economico amministrativo, se dovesse non funzionare quello culturale... o quello politico-giuridico.
- Perché mi dice queste cose Colonnello? Immagino non vogliano essere minacce le sue...
- Assolutamente no, non è mia abitudine minacciare nessuno. Mi sono sempre imposto, invece, il dovere di informare e avvertire i miei interlocutori quando stavo per coinvolgerli a loro danno. Una specie di "avviso di garanzia" in via privata, se mi permette la facezia.. Deve ammettere, Signor Capo di Gabinetto, che anche con voi ho mantenuto fede a questo principio per così dire "deontologico" (che i miei maestri hanno sempre considerato uno scrupolo eccessivo...) E poi, caro amico, per quel che le dicevo prima, questa iniziativa non deve essere immaginata, in questa fase, contro il Governo Federale, bensì contro la Bundesbank...
- Ma le serve uno Stato che avvii l'istanza, Colonnello. È sicuro che la Grecia intenda farlo?
- Sicuro no, ma ci sto lavorando. E poi, Herr Schneider, non dimentichi il secondo comma dell'articolo 34 dello Statuto della Corte e non dimentichi che io presiedo una Associazione Internazionale con riconoscimento pubblico formale... Mi basta anche avviare un quesito interpretativo se possa l' A.I.S.G.E.M. adire oppure no la Corte su un furto di opere d'arte commesso dalla Germania ai danni della Grecia... poi, come dice lei, aspettare con pazienza gli eventi - e qui il Colonnello non riuscì, o non volle, trattenere il suo inquietante sorriso.
- Colonnello, lei mi ha detto questo perché io lo riferisca a chi sappiamo, ovviamente - disse il Capo di Gabinetto accorgendosi immediatamente di avere fatto un passo falso.
- Questo è un problema che lascio risolvere a lei, caro amico... Non posso certo chiederle la riservatezza, non mi permetterei mai...
Herr Schneider decise di rimettere il colloquio con il Colonnello nel giusto equilibrio di ruoli e commise, forse, una seconda ingenuità.
- Signor Colonnello, non pensa che sarebbe suo dovere restituire le parti della statua di Athena che lei o i suoi uomini avete sottratto al Pergamon Museum?
Il Colonnello Schmidt, sorrise ma questa volta bonariamente.
- Riferisca pure che a questa domanda ho risposto "assolutamente no", signor Capo di Gabinetto. Io ritengo mio dovere di cittadino europeo, piuttosto, restituire quei pezzi alla Grecia ma non al Pergamon che li ha nascosti per settant'anni... Ho già commesso una volta nella mia vita l'errore di affidarli al Pergamon... non intendo sbagliare di nuovo.
- Capisco... Anche perché nessuno è in grado di accusarla di niente, nemmeno se volesse...
Il colonnello restò impassibile.
- Ho ancora due domande precise da rivolgerle, Colonnello. Posso?
- Certo che può, mio giovane amico, se sono venuto qui è perché considero un dovere risponderle... E anche un mio piacere personale...
- Cosa c'entra Rosa Luxemburg in questa storia?
- Rosa? - tornò di buon umore il Colonnello - È un mio grande amore giovanile... Amore intellettuale, voglio dire... Non sono così vecchio... Oh, mi scusi, ho pensato per un attimo che lei potesse farmi più vecchio... Mi perdoni questo lapsus che non voleva essere offensivo... Come lei sa, il vero corpo di Rosa non è quello custodito dal monumento funebre del Cimitero Centrale di Friedrichsfelde...
- Mi pare di ricordare che il corpo vero della martire spartachista sia stato trovato alla Charité...
Il Colonnello apprezzò le parole usate dal Capo di Gabinetto.
- Lei ricorda bene una notizia di Der Spiegel, Herr Schneider, non può certo sapere che il corpo di Rosa è stato messo in salvo e riposto in un luogo segreto, dove è ancora costodito, molti anni prima della riunificazione... Siamo rimasti in pochissimi a saperlo... Io ho solo pensato che la testa della dea della sapienza e della saggezza stesse bene in quel luogo, vicino a Rosa, perché lei era più saggia di molti suoi compagni... Lei penserà che con l'età io sia diventato più emotivo. Forse è così: ma ho ritenuto fosse un bel riconoscimento postumo per Rosa.
Passò la cameriera con un vestito tradizionale da ragazza di campagna e li guardò con disprezzo: stavano lì a chiacchierare da un sacco di tempo e nessuno dei due aveva ancora finito la sua prima birra.
- Capisco... Questa invece è solo una curiosità - disse il Capo di Gabinetto - Perché prima mi ha detto che non si fidava nemmeno di se stesso, Colonnello...?
- Vede, mio giovane amico, nella mia ormai lunga vita ho tentato con impegno e convinzione di conciliare filosofie diverse, cercando di viverle in armonia... A volte penso di esserci riuscito, a volte una torna a prevalere sull'altra...
Ancora il Colonnello finse di bere una birra ormai tiepida.
- Le sto parlando del nocciolo del pensiero astratto occidentale, mio caro, non mode culturali transeunti o ancora peggio prodotti di importazione. Il meglio che il cervello umano abbia prodotto dal punto di vista filosofico è stato prodotto in Europa, come lei sa bene. Altrimenti ci sarebbero anche filosofi americani o giapponesi e invece non ci sono... Duemila anni fa in Grecia, un pensiero che è durato più di un millennio (non è mai più accaduto) e poi, negli ultimi duecento anni in Germania. Il resto è pragmatismo... Solo tecnologie invece che filosofie, oppure mistiche. Tenere insieme la ricerca analitica della realtà e lo sforzo di comprendere il mondo in una sola sintesi... la logica e la filosofia teoretica, Aristotele, Kant e Hegel, non è poi così difficile... Quando si vuole comprendere anche Marx tutto diventa più complicato ma ancora possibile: l'assoluto e lo storicamente determinato possono convivere decentemente... Non c'è quella incompatibilità che si vuole supporre tra storia e natura: tra tempo e spazio, se preferisce un approccio più recente e semplificato... I problemi nascono quando si suppone di poter imporre agli altri, per presunzione culturale a priori, delle sociologie e delle pedagogie (magari anche delle economie...). Allora la somma delle grandi filosofie occidentali può produrre mostri e incubi terribili... È quello che è successo particolarmente a noi tedeschi, se ci pensa, Herr Schneider... nella DDR non avevamo la vodka dei russi in cui perderci... Ci è voluta tutta la determinazione e la coerenza tedesca per costruire quell'esperienza. E poi superare la grande follia è stato più difficile: molti non ci sono riusciti e praticano ancora terapie di disintossicazione qua e là per l'Europa... Altri hanno elaborato il lutto e sopravvivono in qualche modo. Altri rimuovono.
- Pensavo, prima di incontrarla, che lei avesse qualche nostalgia, Colonnello...
- Io ho nostalgia solo dei miei 60 anni, amico mio, quando esperienza e energia sono ancora in grado di combinarsi fra loro e non di sostituirsi per coprire i vuoti... A 60 anni ho cercato di sintetizzare il meglio delle diverse scuole: la consapevolezza che la realtà è più complessa delle nostre categorie e che l'etica del "dovere" non può essere un criterio assoluto. Anche le regole etiche sono espressione storica della società, non un demiurgo del mondo. Se si riesce a costruire questa sintesi (tra hegelismo di destra e di sinistra per dir così) allora può venir fuori un distillato di buon livello... altrimenti è alcool metilico puro.
- Lei si sente parte di questo distillato, Colonnello?
- No, caro, io sono solo un alambicco, un facilitatore... Aiuto le persone con cui collaboro a produrre buoni distillati... Ma non voglio sfuggire alla sua domanda iniziale: tutta questa premessa quasi psicanalitica... (del resto, mi chiamo Sigmund non per caso)...
- lo ha scelto apposta quel nome, Colonnello? Fa parte anche lui della grande sintesi?
- Siamo in tanti Sigmund Schmidt sull'elenco telefonico di Berlino... Lei mi è simpatico, Capo di Gabinetto...
- Anche lei mi è simpatico, Colonnello... - disse Schneider soddisfatto dei suoi ultimi colpi.
- Tutto questo confuso preambolo, mi scuso se l'ho annoiata, per dirle che io mi sento intimamente e profondamente tedesco... Per questo non mi fido completamente di me stesso e spesso cerco di obbligarmi a mosse che altrimenti, all'ultimo momento, potrei non avere il coraggio di fare...
- Come pensa di obbligarsi a non restituire al Pergamon l'intera statua di Athena?
- Ho preso le mie precauzioni...
- E non le dispiace disonorare l'immagine internazionale della Germania?
- Lei è di famiglia cattolica Herr Schneider? Le ho appena detto che mi è simpatico e già sta tentando di convertirmi... - disse il Colonnello guardando freddamente negli occhi il suo interlocutore - La Germania si sta disonorando da sola, per mancanza di visione strategica e per miopia politica... Non è la prima volta che accade... Io e i miei collaboratori stiamo solo cercando di limitare i danni, se ci riusciamo... Le ho detto quello che volevo dirle, forse è meglio se ci fermiamo qui Capo di Gabinetto... E ci salutiamo da buoni amici - concluse il Colonnello Schmidt con un sorriso.
Entrambi si alzarono in piedi e si strinsero la mano.
- Mi scuso Colonnello, se le ho mancato di rispetto... Avevo dei doveri da compiere... Sono molto felice di averla conosciuta...
- Anche io, signor Capo di Gabinetto. Anche io sono felice di averla conosciuta, anche io ho dei doveri... Porti, se crede, i miei rispettosi saluti a chi sa lei...
- Lo farò senz'altro Colonnello.
I due rimasero per un attimo uno di fronte all'altro guardandosi. Schneider andò a pagare. Lasciò una mancia esagerata alla cameriera, che guardò quella strana coppia di clienti mattutini e si mise i 5 euro nella tasca del grembiule. Tornò verso il colonnello che lo aspettava davanti alla porta. Uscirono in strada. Il Colonnello vide a 50 metri sull'altro lato della strada, una grossa auto nera parcheggiata che evidentemente era in attesa del Capo di Gabinetto senza dare troppo nell'occhio.
- Colonnello, non avrei mai immaginato che a lei potesse piacere Maigret...
- Caro amico, mi dovrebbe forse piacere il commissario Rex?
- Non dico questo... quella mi pare una serie per famiglie, per ragazzi... Ma Maigret mi è sempre parso, come dire, privo di metodo...
- Quel cane è il massimo che abbiamo saputo produrre nella letteratura poliziesca in Germania, purtroppo... Sa, a me piace Maigret per un motivo... Lui partecipa sempre un po' (simpatizza, nel senso originale del termine), per gli autori dei crimini: li capisce, per quello li scopre...
Guardò in faccia Schneider per verificare se il suo messaggio fosse arrivato a destinazione. Nel dubbio continuò.
- Bisogna essere molto umani per comprendere cosa passa nella testa di un altro, magari con una storia molto diversa dalla tua... soprattutto quando sbaglia o commette crimini. Un cane segue solo le tracce olfattive, troppo semplice, troppo schematico... Rincorre e azzanna, non si immedesima...
- Anche io penso che a volte noi tedeschi siamo troppo schematici... Colonnello - disse Schneider che voleva chiudere quell'incontro senza creare strappi.
A questa frase Sigmund Schmidt fece una delle sue rare risate piene.
- Amico mio, il problema è che crediamo ai nostri schemi... noi da due punti sappiamo tirare una retta diritta e precisa, e ci convinciamo che sia l'unica possibile, come ci hanno insegnato a scuola (qualche volta anche da un punto pretendiamo che se ne possa tirare una sola e da lì nascono i disastri)... Rette diritte e perfette, ma solo un disegno su un foglio. Non è un caso che per scoprire lo spazio curvo un cittadino tedesco di Ulm sia dovuto emigrare all'estero.
Si sforzò di ridere anche il Capo di Gabinetto.
- Mi piacerebbe chiacchierare ancora con lei Colonnello, ma debbo rientrare... Posso darle un passaggio? - aggiunse con una punta di imbarazzo.
- La ringrazio Herr Schneider, ma è più ragionevole per entrambi se prendo la metropolitana che mi porta quasi sotto casa...
Si strinsero di nuovo la mano e il Colonnello Schmidt si avviò camminando sul marciapiede verso la fermata della Metropolitana con cui era arrivato. Friedrich Schneider attraversò la strada verso l'auto scura che lo stava aspettando.
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