Sabato, 25 agosto
Leggendo i giornali: oggi c'è qualcosa che non mi torna. Tre giorni fa l'intervista della Merkel e di Hollande sembrava non anticipare nessun giudizio sulla Grecia e prendere tempo, andando nella direzione auspicata dal Capo di Gabinetto Schneider. Oggi Panzer Angèla sembra ritornata sulle posizioni di sempre: la Grecia deve mantenere gli impegni assunti punto e basta. Anche Hollande non ha concesso nulla da Parigi a Samaras e il Presidente greco ha potuto solo invocare clemenza: "Non toglieteci l'ossigeno". La solita miopia, la solita impotenza.
Mi pare che le cose non siano andate nel modo che il Colonnello si prefiggeva. O come aveva immaginato lo Pseudo-Markaris, autore della chiave Usb. Nessuna alleanza europea contro i nuovi turchi, nessun Byron berlinese in vista. Non dico che il dissotterramento di Fidia sia stato inutile ma quasi. Sono un po' deluso: mi ero abituato alla sensazione piacevole che nella chiave Usb vi fosse la realtà descritta dai giornali di domani. Invece le cose sembrano andare da un'altra parte: anzi, dalla solita.
Questa mattina a Siena molto lavoro e un po' di agitazione in casa. Era prevista una colazione in piedi con 14 persone. Ne sono venute meno, per fortuna. Ma abbiamo mangiato seduti e questo ha voluto dire apparecchiare per tutti e poi servire in tavola per tutti. Ci aiutavano due signore ma ciascuno di noi ha fatto la sua parte nel preparare qualcosa, servire l'aperitivo o andare a prendere al paese vicino quelli che non riuscivano ad arrivare da soli.
A me è toccato preparare il primo: pasta tiepida con tonno, scorza di limone, yogurt, erbe varie e peperoncino tunisino. È una ricetta che nasce in una sera di tanti anni fa a Roma: avevo fame e non avevo in casa che questi ingredienti. Ma in famiglia la mia pasta al tonno piace molto e ogni tanto mi chiedono di prepararla. Così sto in cucina fino all'ultimo e sono esentato dal dovere di intrattenere gli ospiti durante l'aperitivo. Oggi mi è venuta particolarmente bene e mi hanno fatto i complimenti a tavola.
Ospite d'onore della colazione un banchiere inglese (ha casa nel Chianti, ovviamente) che ci ha intrattenuto, rispondendo a molte domande, sulla situazione finanziaria internazionale ed europea. Mi spiace non avere capito tutto quello che diceva ma il mio inglese è sempre stato scarso. Da quando frequento Eileen e la sua famiglia poliglotta si è totalmente rinsecchito. Così non sono sicuro di riportare le sue parole esatte. Ma è stato meglio così, altrimenti forse mi sarei arrabbiato. In sostanza il banchiere ha detto che l'Europa mollerà la Grecia: che ha già deciso di far uscire la Grecia dall'Euro, ma lo farà solo dopo che la Spagna si sia messa in sicurezza. Mi sarebbe piaciuto chiedergli: l'Europa, chi esattamente? I banchieri come lei? Ma non l'ho fatto.
Viviamo tempi strani: che i banchieri siano ricchi non è una sorpresa. Che abbiano prodotto loro la crisi che adesso rinfacciano ai bilanci degli stati è un fatto noto. Che si spaccino per classe dirigente è un'indecenza.
Invece ha detto una cosa interessante sul Portogallo e l'Irlanda che, secondo lui, sono paesi più abituati a vivere le crisi e uscirne con uno sforzo collettivo. Anche Aliki aveva avuto, da turista, la stessa impressione del Portogallo. Non so se ha taciuto dell'Italia o sono io che non ho sentito. L'Italia è meno abituata dell'Irlanda a superare momenti di crisi? Forse sì. Forse l'unica crisi generale che abbiamo vissuto davvero è stata la seconda guerra mondiale ("l'ultima guerra", diceva mio nonno che evidentemente se ne aspettava delle altre). Dopo la guerra, solo fasi diverse di crescita nel tempo e nello spazio. La "congiuntura" e la stretta creditizia fatta da Carli, la crisi petrolifera e l'austerità di Andreotti, la crisi finanziaria del '92 con i sacrifici imposti da Amato e Ciampi, ma non recessione dell'economia reale.
Domenica 26
Siamo in macchina diretti a Ferrara. Acquazzoni, finalmente.
I giornali di oggi sono più cupi di quelli di ieri. Nessuna proroga alla Grecia, è sparita quella prudenza che nelle prime dichiarazioni congiunte di Merkel e Hollande sembrava esserci. Samaras torna a casa senza l'ossigeno che aveva chiesto.
In Italia il Governo cerca di varare un programma di legislatura che non riuscirebbe a fare in 5 anni nemmeno un governo promosso con un voto plebiscitario dei cittadini. Intanto i poteri istituzionali litigano fra loro. Politica e antipolitica si disputano gli elettori con gli insulti e non con i programmi. Ma questa è quotidiana storia di casa.
Mi consolo leggendo sul Domenicale del Sole il secondo articolo sulla fisica contemporanea di Rovelli, quello sui quanti. Sintetizzo a Eileen che sta guidando e che non mastica molto di scienza: "La fisica tradizionale dice che se c'è un albero in un certo punto e tu sei su una traiettoria che passa di lì prima o poi lo incontri (se nessuna forza contraria ti ferma). La fisica dei quanti (e Einstein non era convinto) dice, quasi a rovescio, che l'albero non sappiamo dove sia fino a che non ci sbattiamo contro". Eileen dice che anche lei da piccola pensava che la casa dei suoi nonni, quando lei non c'era, non esisteva. "Esiste, ma non sappiamo dove sia", cerco di replicare. Ma sono consapevole che siamo già scivolati nella metafisica...
Cosa c'entrano i quanti con la chiave Usb? Nulla. Però ho letto che la Merkel ha fatto la tesi di dottorato sulla chimica quantistica. Forse anche lei pensa che finché non ci sbatti contro la statua di Athena Parthenos non esiste.
Alle 12.30 entriamo in casa. E assieme a noi arriva, dal muro del giardino vicino, Paco. Fa rumorosamente le fusa e si rotola a terra davanti alla porta, segno che è contento di vederci. E noi anche: lo accarezziamo e lo coccoliamo. Poi però mangia e se la fila di nuovo nel parco. Suo fratello Pepe invece non si fa vedere.
Dopo il diario di mare, oggi finisce anche quello di terra. Ma sono preoccupato per la chiave Usb. Domani si ricomincia a lavorare e non riesco a immaginare come la storia possa chiudersi con questa disfatta del Colonnello. La sua offensiva culturale non ha prodotto granché, malgrado gli sforzi e la scenografia. Questa sera a casa provo a sistemare gli ultimi file contenuti nella chiave. Vedremo.
Ultim'ora. Questa mattina (lunedì 27) ho sentito nella rassegna stampa curata su RaiNews da Corradino Mineo che il Cancelliere austriaco si è pronunciato ufficialmente in favore della concessione di tre anni di proroga alla Grecia per rimettersi a posto. Qualcosa si muove: forse il Colonnello non ha ancora perso la partita...
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