martedì 31 luglio 2012

Giornataccia a bordo

Mi sono presentato alle 8 precise al marina davanti alla barca in attesa di Mr. Raptis. Ma lui non l'ho visto per tutta la giornata mentre il suo assistente Dmitri, molto simpatico, si presenta alle 9.40. Però resta con me tutto il giorno perché ne succede una dietro l'altra...
Andiamo con ordine.
Alle 8 la marea non è più quella della sera prima, per cui non riesco a salire sulla barca ormeggiata di prua. Sono solo e non vorrei finire in acqua per un balzo non riuscito. Mi secca anche farmi vedere lì come no scemo dai vicini o da Dmitri.
Non so cosa fare: comincio a sospettare che la giornata sarà difficile.
Una scritta sulla colonnina dell'acqua dalla quale pensavo di spiccare il salto mi induce a essere più rilassato.
Tiro con tutte le forze una cima e rifaccio un nodo. Poi con l'altra lo stesso. Poi torno alla prima e guadagno ancora qualche centimetro. E via così finché mi pare di potercela fare: metto un piede su una cima per appoggio e poi mi butto sulla prua... Mi aggrappo all'avvolgifiocco e sono a bordo. Per riprendere la borsa appoggiata sul pontile uso il mezzo marinaio. Poi allento la cima del corpomorto e tutto torna più normale.
Ma la giornata è cominciata storta e sarà così per molte ore. Ogni cosa facile diventa difficile e spesso impossibile da risolvere.
A parte il frigo che una volta pulito parte subito. Qesto a 39,5 gradi dà una certa sicurezza...
Anche il wc sembra funzionare ma poi scopro che si riempie fastidiosamente d'acqua.
Molto peggio il gas che ha troppa pressione e a un certo punto fa uscire la fiamma anche dalle manopole. Naturalmente nell'emergenza si commettono n sacco di errori. Mi spavento per la fiammata e ci metto sopra degli stracci ma non succede niente. Acqua e non succede niente. Finché Mi viene in mente di chiudere la manopola del gas e tutto ritorna normale.
Incidenti di questo genere, meno pericolosi, per fortuna, si susseguono tutto il giorno. Ma io debbo continuare a sistemare le cose e non posso mollare. Anche se sfidare la fortuna in mare è da pazzi...
Noi siamo in porto ma anche in porto valgono le regole del mare...
Finalmente arriva dimitri e si mette di buona lena a smontare, svuotare e pulire il serbatoio della nafta. Sentendosi spesso con Mr Raptis al telefono. Lo seguo mentre lavora. È bravo e ordinato, alla fine pulisce tutto e tiene gli strumenti sempre in ordine (un bel vantaggio a bordo). Alla fine il serbatoio sarà pulito come fosse nuovo.
Dobbiamo anche cambiare la girante e cercarne una nuova. Lombardini non c'è a Patrasso ma Dmitri andrà a ecrcarne una identica.
Alla fine anche la girante è montata (Lombardini usa una girante Volvo, per fortuna). Mettiamo nafta nuova. Nel pomeriggio proviamo a far partire il motore che parte subito. Evviva! È un grande motore... Ma ci accorgiamo che perde olio dal filtro. E dall'alberino della girante entra acqua... Bisogna smontare di nuovo tutto. Mr Raptis ci assiste via telefono. Io nel frattempo rompo un altro paio di cose...
Per fortuna le due Eileen hanno conemato la stanza in albergo anche per questa notte. Nel pomeriggio sono andate a ritirare un grande bucato di roba della barca.
Arriva un assistente di Dmitri (Andrea), ma tutt'altra cosa. Si vede che non ha voglia... Deve andare a cercare 6 vitine d'acciaio per la girante (che chissà perché monta viti di ottone) e torna con 5. Gli chiedo se mi procura una vie più lunga di na che gli do e lui torna con una più corta...
Mi viene in mente che la sostituzione delle viti di ottone con quelle di acciaio sulla girante l'ho già fatta nel motore Volvo Penta circa 25 anni fa...
È ormai sera.
Dmitri alle 8 meno un quarto mi spiega che tornerà domani e di non mette via nulla.
Già che ci siamo gli chiedo di sistemarmi il gommone che perde. Lo porta via con la macchina. Mi dice che tornerà domani per le 10. Che in Grecia significa (ho imparato): dalle 10 in poi...
Scopro che il marna ha le docce e mi faccio una bella doccia restauratrice (anche psichica) e raggiungo le Eileen direttamente alla trattoria sul mare: "Niente insalata greca per me, please..."

lunedì 30 luglio 2012

Primo giorno in Grecia

Arrivo a Patrasso

Incredibilmente tutto procede bene fin dal mattino. Il taxi arriva in tempo alle 7.40, alle 8 siamo alla stazione centrale alla fermata dei pullman per gli aeroporti. Ci spiegano che quello per Orio al Serio è il terzo della fila (con sopra la grande scritta "Malpensa"). Ci riconoscono i biglietti presi in internet, ci confermano che è il pullman giusto per Bergamo. Ho un quarto d'ora: riesco persino ad andare al bancomat e a comprare il giornale senza ritardare. Tutto in orario. Durante il percorso in pullman ci arriva un messaggio di Beda che dice che loro sono bloccati in tangenziale e che nostra nipote perderà sicuramente l'aereo. Ma è solo ansia di famiglia: arriveranno in tempo, quelli di Ryanair non faranno gli scemi sui bagagli partiremo in orario e dopo un volo tranquillo atterreremo all'aeroporto di Patrasso con gli squilli della tromba di bordo.

La prima telefonata a Mr. Raptis è, come spesso, di dubbia interpretazione: "sto lavorando   per mettere la barca in acqua". Noi passiamo per l'albergo che è sulla strada del Marina. Qui ci giunge una seconda telefonata più inquietante. "Per caso la serranda della nafta è chiusa?"
Decidiamo di andare subito dalla barchetta a capire.
Arriviamo che Donna Rosa è appesa alla gru. Mr. Raptis ha una faccia scura. Ci spiega che il motore è partito ma poco dopo si è spento perché è finita la nafta e che lui ne ha aggiunta dalla tanica ma a quel punto le batterie non erano più in grado di riavviarlo. Il suo aiutante è andato a prendere una batteria di emergenza. A me pare impossibile che sia finita la nafta a meno che non l'abbiano rubata quest'inverno.

Le due Eileen si siedono al baretto a prendere un nescafé freddo mentre aspettiamo la batteria. L'elica è montata. Raptis mi dice di aver seguito le istruzioni della mail e che ha fissato un passo del 18% per motore destrorso, come gli avevo detto.
Arriva la batteria nuova. Saliamo a bordo e tentiamo di accendere il motore mentre la barca sospesa nel vuoto oscilla per il vento.

Il motore non ne vuol sapere di partire. Raptis fa uno spurgo della nafta per vedere se ci fossero bolle d'aria ma non parte lo stesso. Dopo molti tentativi a vuoto (Raptis si fa anche male a un braccio e io lo disinfetto con l'alcool che trovo in n cassetto) scopriamo che in realtà non c'è aria ma acqua nei circuiti. Ce quest'inverno nessuno aveva rubato la nafta ma che le onde del mare che sono state molto alte in due tempeste invernali (ci spiegano) sono evidentemente entrate nel serbatoio.

A questa scoperta Raptis ci chiede di aspettare e se ne va con lo scooter parlando di fare qualcosa al Marina...

Raggiungo le ragazze al bar e anche l'uomo della gru viene a bere qualcosa.
Mentre siamo lì che aspettiamo succede un fatto incredibile. Un camion con rimorchio si ferma sulla strada e il conducente esce urlando, poi risale cerca qualcosa e scende di nuovo con un tubo di ferro in mano che comincia a sbattere contro il camion urlando. Intanto una quindicina di giovani cercano di aprire il rimorchio e poi la parte anteriore del camion. Il conducente risale e accelera. I ragazzi scendono dal rimorchio.
Noi non capiamo. Si sente una volante della polizia che arriva, i ragazzi scappano. La volante se ne va per la sua strada e i ragazzi tornano a sedersi sul marciapiede.
L'uomo della gru che resta seduto impassibile ci dice "big problem!" e ci spiega che sono giovani pachistani che approfittano i camion che rallentano per nascondersi dentro e arrivare così in Italia. Dice che sono in tanti e che restano un paio di mesi a Patrasso e molti ci riescono. Nella foto, ingrandendo al centro, si vede che scendono dal camion ma non si allontanano molto.

Poco dopo arriva dal mare una barchetta molto piccola con Raptis a bordo. Ci avviciniamo alla riva. Ci dice di fidarci di lui. Saliamo di nuovo a bordo di Donna Rosa io e Dmitri, l'assistente di Raptis. Il gruista ci cala in mare piano piano. Raptis si affianca con la sua barchetta lo leghiamo a Donna Rosa con  due cime grosse (invece degli spaghetti che mi aveva passato Raptis). Io guardo inorridito il motore che è un fuoribordo da 4 cavalli, ma ricordo che in un manuale si consigliava, in caso di panne del motore, di legare di fianco alla barca il tender e usare il fuoribordo come propulsore.
Così facciamo dopo aver calato in mare le cinghie della gru. Prima a marcia indietro per evitare gli scogli che abbiamo attorno, e poi virando con la prua verso il Marina. A metà del percorso facciamo quasi 3 nodi. Le barche che ci passano vicino ci sorridono.

Al marina riusciamo ad attraccare di prua tra due barche in maniera molto dignitosa. Raptis mi dà appuntamento a domattina alle 8 per sistemare il motore.
Speriamo bene. La vacanza in barca è appena cominciata.

domenica 29 luglio 2012

Telefonata preventiva

Abbiamo telefonato a Mr. Raptis dalla stazione di Firenze. Una telefonata di conferma che tutto andasse per il meglio e che Donna Rosa fosse pronta a riceverci domani, magari già al Marina come convenuto.Con molta gentilezza Mr. raptis (che è persona davvero gradevole) ci ha informato che, contrariamente a quello che aveva previsto,Donna Rosa è ancora sul piazzale e che l'elica non è ancora stata montata. Domani cercherà una gru e organizzerà il varo. "Ma noi arriviamo nel pomeriggio..." "Bene, ci vediamo nel pomeriggio"...Sapremo solo domani nel pomeriggio se è riuscito a montare l'elica e a trovare la gru. Altrimenti se ne parla martedì mattina, ovviamente. Mr. Raptis ci darà appuntamento alle 9, arriverà alle 9.45 in scooter e poi aspetteremo insieme la gru.15 giorni fa abbiamo fatto un viaggio privo di senso per tentare di mettere in acqua la barchetta. Tutto è cominciato malissimo con Ryanair che ci ha fatto pagare un supplemento di 180 euro per non aver fatto il chek in on line (a noi risultava di averlo fatto da una mail che ci era arrivata) e per non aver spedito per tempo un bagaglio aggiuntivo (la randa nuova). Il viaggio è finito con un ritardo di 6 ore dell'aereo che da Patrasso ci riportava a Orio al Serio, sempre Ryanair.In mezzo due giorni di appuntamenti con Mr. Raptis: la gru di sabato non c'è, provo per domenica poi per lunedì mattina. (tra parentesi, per capire l'atmosfera strana del paese in crisi, sabato a mezzogiorno tutti i negozi di Patrasso chiudono perché tutti vanno al mare). Lunedì mattina (con i minuti contati per il volo che parte alle 13.45) Kiros Raptis arriva e ci chiede "vi ricordate qual'è il passo giusto per la vostra elica a passo variabile?" io no che non me lo ricordo. L'ha montata 5 anni fa un meccanico di Riposto (mi dice Andrea al telefono) e l'ha smontata proprio Mr Raptis l'anno scorso... Senza passo giusto inutile montarla e inutile far venire la gru.E inutile restare a Patrasso. Partiamo in fretta per l'aeroporto dove siamo stati a bivaccare 6 ore in attesa del volo in ritardo.L'accordo era che avremmo cercato di ricostruire il passo giusto e lui avrebbe montato l'elica e messo in mare la barchetta. Infatti...In Italia ho telefonato ai Cantieri del Pardo, alla Volvo Penta, e finalmente alla Max Prop che, saputa la lunghezza di Donna Rosa, il dislocamento e la potenza massima erogata dal nuovo motore Lombardini, mi ha dato un passo teorico del 18% e le lettere corrispondenti da riportare sui pignoni dell'elica (sia in caso di motore destrorso che sinistrorso). Ho tempestivamente scritto le istruzioni in una mail in inglese (corretta e revisionata da Eileen), ho fatto chiamare Mr. Raptis da Coralia che è greca e lo conosce avendone in cambio un lungo silenzio che io pensavo essere rassicurante... Infatti.Per fortuna il ristorantino sul mare vicino alla barca, dopo aver tentato di darci da mangiare della finta polpa di granchio giapponese, ci ha cucinato piatti decenti che abbiamo mangiato in un tavolo praticamente sulla spiaggia.

Vigilia

Domani si parte da Orio al Serio per Patrasso con quei ladroni di Ryanair (la spiegazione successivamente). Nella speranza che Mr Raptis (il Signor Sarto, in italiano) abbia sistemato l'elica Max Prop a passo variabile e pale a bandiera nel modo giusto del 18% e abbia messo in mare Donna Rosa. Vedremo.
L'ultima volta era sul piazzale vicino al marina di Patrasso.
Ma il luogo è bello (di sera) e vicino c'è un ristorante proprio sulla riva del mare.
Quando a Patrasso costruiranno un depuratore delle acque di scarico delle fogne, la città e il suo lungo mare potranno essere molto gradevoli.

Abbiamo lasciato due piatti abbondanti di croccantini e due ciotole d'acqua in cucina per Paco e suo fratello Pepe.
Ieri mattina Paco sembrava davvero disperato per la nostra partenza.