Ieri abbiamo attraccato nel marina di Poros, stranamente libero e gratuito. Abbiamo cenato bene in una trattoria sul marina (da Spiros), abbiamo fatto due passi nel centro caotico del paese, con le barche anche in quarta fila, e siamo tornati in barca a dormire.
Questa mattina abbiamo cambiato il grande e vecchio genoa (fatto a Fiumicino nell'88 e rinforzato a Bodrum, in Turchia, nel '93) con il nuovo fiocco da meltemi (tagliato con la scotta in alto) fatto da South Sails a Forlì. Ora abbiamo due vele nuove di zecca. Un po' piccole ma tanto, in Grecia d'estate, o non c'è vento o ce n'è troppo...
Per 3 euro la ragazza ci ha attaccato anche l'acqua per cui abbiamo potuto lavarci prima di partire per Hydra.
Il passaggio tra Poros e la terra ferma, verso Sud Est è molto stretto e basso e va fatto rasentando le catene delle ancore ormeggiate in banchina. Alla fine eravamo un piccolo corteo di barche, Donna Rosa a fare da apripista. Per fortuna l'ecoscandaglio di bordo funzionava bene e anche il programma di navigazione Navionics che sta nel telefonino (mai 7 euro furono spesi così bene...)
Nella traversata tra la costa del Peloponneso e Hydra siamo stati raggiunti dall'aliscafo su cui viaggiavano Beda, Fabrizia, Aidan e Fred che hanno preso una camera in un albergo di Hydra.
Il porto di Hydra è inavvicinabile per i motoscafi che fanno da taxi e passano iin mezzo alle barche a tutta velocità e portano la gente alle tante spiaggette e navi più grandi ormeggiate o in attesa d ormeggio. Questa mattina c'erano anche una decina di barche a vela a noleggio che incrociavano a bassa velocità davanti all'imboccatura del porto, tra i clacson e le sirene. Anche noi ci siamo messi a incrociare lì in attesa che i ragazzi arrivassero. La più bella nave uscita è italiana, Altair, con una bandiera a poppa grande quanto la nostra randa.
Quando finalmente sono sbucai i 4, dopo un'oretta, li abbiamo caricati al volo dal molo di pietra dove attraccano le navi (rischiando un po') e poi siamo partiti verso Sud. Abbiamo gettato l'ancora in una baia bella e riparata con un grande e lungo edificio sulla spiaggia.
Qui abbiamo mangiato un'ottima insalata greca che le due Eileen avevano preparato nell'attesa e fatto molti bagni. E anche dormito placidamente perché l'ancora pare tenere bene anche sotto raffica.
Poi siamo tornati in porto a Hydra. Strapieno, autogestito. Abbiamo trovato posto in terza fila di prua, con ancora e cime alle altre barche. Un'enorme ragnatela. Tutti molto gentili e collaborativi.
Questa mattina abbiamo cambiato il grande e vecchio genoa (fatto a Fiumicino nell'88 e rinforzato a Bodrum, in Turchia, nel '93) con il nuovo fiocco da meltemi (tagliato con la scotta in alto) fatto da South Sails a Forlì. Ora abbiamo due vele nuove di zecca. Un po' piccole ma tanto, in Grecia d'estate, o non c'è vento o ce n'è troppo...
Per 3 euro la ragazza ci ha attaccato anche l'acqua per cui abbiamo potuto lavarci prima di partire per Hydra.
Il passaggio tra Poros e la terra ferma, verso Sud Est è molto stretto e basso e va fatto rasentando le catene delle ancore ormeggiate in banchina. Alla fine eravamo un piccolo corteo di barche, Donna Rosa a fare da apripista. Per fortuna l'ecoscandaglio di bordo funzionava bene e anche il programma di navigazione Navionics che sta nel telefonino (mai 7 euro furono spesi così bene...)
Nella traversata tra la costa del Peloponneso e Hydra siamo stati raggiunti dall'aliscafo su cui viaggiavano Beda, Fabrizia, Aidan e Fred che hanno preso una camera in un albergo di Hydra.
Il porto di Hydra è inavvicinabile per i motoscafi che fanno da taxi e passano iin mezzo alle barche a tutta velocità e portano la gente alle tante spiaggette e navi più grandi ormeggiate o in attesa d ormeggio. Questa mattina c'erano anche una decina di barche a vela a noleggio che incrociavano a bassa velocità davanti all'imboccatura del porto, tra i clacson e le sirene. Anche noi ci siamo messi a incrociare lì in attesa che i ragazzi arrivassero. La più bella nave uscita è italiana, Altair, con una bandiera a poppa grande quanto la nostra randa.
Quando finalmente sono sbucai i 4, dopo un'oretta, li abbiamo caricati al volo dal molo di pietra dove attraccano le navi (rischiando un po') e poi siamo partiti verso Sud. Abbiamo gettato l'ancora in una baia bella e riparata con un grande e lungo edificio sulla spiaggia.
Qui abbiamo mangiato un'ottima insalata greca che le due Eileen avevano preparato nell'attesa e fatto molti bagni. E anche dormito placidamente perché l'ancora pare tenere bene anche sotto raffica.
Poi siamo tornati in porto a Hydra. Strapieno, autogestito. Abbiamo trovato posto in terza fila di prua, con ancora e cime alle altre barche. Un'enorme ragnatela. Tutti molto gentili e collaborativi.






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