lunedì 6 agosto 2012

Finalmente l'Egeo

Il viaggio verso il canale di Corinto è stato senza storia, quindi normale.
Buffa questa considerazione: fosse la storia un'anomalia della normalità e di come uno spera si svolga la propria vita? In mare è così. Se va tutto bene c'è poca storia.
Ieri tutti bene: mare piatto, avvistati molti delfini che giocavano fra loro, lontani. Nessuno in mare. Molte meduse man mano che ci si avvicinava al canale. A bordo fino a 40 gradi.
Ci siamo fermati a mangiare in una piccola insenatura e poi ci siamo messi all'ancora in attesa di poter passare. Abbiamo chiamato per radio sul canale 11 e ci hanno detto che eravamo settimi del prossimo convoglio da Ovest. (Eileen malgrado un ripasso teorico ha chiamato dicendo subito "Donna Rosa, Donna Rosa" invece che "Canale di Corinto, Canale di Corinto", ma può succedere. Uno ha fatto peggio di noi e non a risposto alla capitaneria per almeno mezzora finché questi si sono molto arrabbiati)
Entriamo intorno alle 17.30 e ci mettiamo un'ora a fare 3 miglia perché un francese davanti a noi, a domanda della capitaneria sul perché andava così piano risponde che ha della nafta sporca comprata a Patrasso. anche noi l'abbiamo comprata a Patrasso...
Il taglio del ca nale viato da sotto è spettacolare. Pare che Nerone avesse iniziato a scavarlo (con 6000 ebrei) ma poi abbia rinunciato. Mentre Ottaviano anni prima aveva fatto trasportare le sue navi mentre inseguiva Antonio su una strada con rulli di legno che scavallava la collina rocciosa.
Dopo un'ora attracchiamo all'entrata Est.
Finalmente l'Egeo: Thalassa!!! Thalassa!!!
 Paghiamo 128 Euro per il transito, facciamo un po' di nafta non patrassese (20 litri) e andiamo verso il ristorante O Cavos, dove abbiamo mangiato diverse volte d'inverno connKoralia, Aliki e Dmitri. Lo troviamo subito fuori dal canale in una baietta  a Sud. Ancoriamo bene, scendiamo col gommone a prenotare. Tassos il proprietario ci riconosce o comunque, civtratta con gentilezza e faciamo una splendida cena con vista sul mare (e su Donna Rosa). Peccato che dall'altra parte della baia ci sia un petrolchimico in funzione. Ma questo non toglie sapore alle linguine ai datteri di mare, ai calamari e alla cernia bianca che ci arrivano sulla tavola. Alla fine tzipurò (grappa) e mastìka (un digestivo a base di mastica dell'isola di Chio, vicino alla Turchia, quella dei massacri).
Scambio di mail con Tassos.
Si torna in barca con il gommone a remi e si chiude la giornata.

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