sabato 18 agosto 2012

Il mistero della chiave Usb (9)

Cap. V (termine)

Il testamento del Colonnello

L'ultima parte del quinto capitolo mi ha posto non pochi problemi di traduzione e sistemazione perché ho dovuto usare anche un traduttore automatico dal tedesco, essendo che l'autore ha preferito (bontà sua) lasciare i dialoghi nelle due lingue originali dei protagonisti: Zisis e il Colonnello Sigmund Schmidt. Trascrivo e mi scuso per il ritardo. I titoli sono miei.


- Buongiorno Sigmund, mi sono collegato a Skype, come hai chiesto. Mia figlia, che ha fatto il collegamento, è uscita. Mi ha spiegato come spegnere quando ho finito e pertanto credo di poter parlare tranquillamente, se questa macchina funziona davvero.

- Certo che funzionerà davvero... Buongiorno, Zisis. Non credere che io sia esperto, mi sono fatto preparare tutto da un mio collaboratore che mi ha messo anche un microfono e una cuffia. Ti sento in stereofonia...

- Volevo dirti che da noi le cose hanno funzionato. Direi che siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo convenuto. Anche se ho dovuto inventarmi qualcosa per raggiungere lo scopo. E tu?

- Ho saputo che hai voluto fare uno scherzo ai tuoi amici...

- Era necessario, per non perdere tempo... Ma come fai a saperlo Sig?

- Semplicemente leggendo i giornali... In questi giorni abbiamo scandagliato tutte le notizie su Atene su tutte le reti di comunicazione del mondo. Non mi poteva sfuggire la messa in scena: quel povero Fidias...

- Non temere, era un poco di buono... Cercavo qualcosa per incastrare il mio amico commissario... quando ho visto il nome, non ho resistito. Dimmi di te piuttosto.

- Anche noi tutto secondo il programma che sai. Parti della statua sono state distribuite in alcune delle capitali europee che ti avevo anticipato. Non tutte con la targhetta del Pergamon... Oltre ad Atene, un pezzo è arrivato in Italia, uno a Madrid e uno a Parigi. Ho pensato che Lisbona fosse un rischio. Troppo lontani dalla sensibilità classica. E poi dove? Al Gulbenkian che è una Fondazione privata nemmeno portoghese? No, meglio tenerli fuori, per ora.

- Per l'Italia non avrai mica scelto i musei Vaticani vero? Quelli sono capaci che non dicono niente a nessuno e se la tengono per secoli...

- No, per l'Italia ho dovuto cambiare schema. Ho fatto anche io un piccolo diversivo. L'ho fatta arrivare in Sicilia. Lì almeno sanno di cosa stiamo parlando. Poi mi interessava coinvolgere uno scrittore in particolare... che penso sarebbe d'accordo con il nostro progetto. L'ho fatta trovare a casa di Pirandello ai piedi di un vaso greco che è servito da urna... Pensa che quella casa si chiama Kaos... nemmeno io potevo resistere.

- Non è rischioso in Sicilia, Sigfrid? Lì il territorio è molto controllato dagli interessi criminali e noi non abbiamo più nessuno su cui contare, se non sbaglio...

- Infatti. Ma gente perbene ce n'è ancora per fortuna, fidati... L'ho fatta arrivare direttamente dal mare a Porto Empedocle. Poi da lì è stato un gioco... Ho spedito una lettera al Sindaco e vedrai che l'amo ha già preso. In Spagna e Francia ho usato vecchie conoscenze fidate. Il Prado e il Louvre hanno già ricevuto i pezzi e li stanno studiando da quel che so... Come voi, del resto...

- Hai già trovato anche gli autori?

- In Spagna sì, era facile. Anche se il mio amico Manuel se n'è andato. In Francia ho qualche dubbio... Sim non c'è più (Izzo, nemmeno) e l'idea di coinvolgere quella ragazza con lo pseudonimo non mi piace, anche se il suo commissario farebbe proprio a caso nostro...

- Hai un pregiudizio antifemminile Sigmund? Da quando in qua, vecchio mio...

- Affatto. Ho un pregiudizio per quelli che simpatizzano con i terroristi, Zisis. Dovresti saperlo. Ma in questo la Francia è terribilmente dissociata. Sensi di colpa collettivi per quello che hanno fatto in Algeria, immagino... Ci penserò.

- Perché è così importante che anche altri musei abbiano un pezzo di Athena? Ci pensavo in questi giorni ma non sono sicuro di aver capito bene.

- Perché la nostra operazione è duplice. Un intervento sul piano più politico, di persuasione forzosa, si direbbe. L'altro, sul terreno più forte di uno scandalo culturale. Se la Grecia rivendica una statua dalla Germania oggi può sembrare un'invenzione, se non un tentativo di sviare l'attenzione dell'Unione Europea. Se altri paesi possono testimoniare che effettivamente anche loro hanno dei frammenti dell'Athena di Fidia con la targhetta del Pergamon Museum che l'ha tenuta segreta per 70 anni... capisci che è ben diverso. E poi c'è un aspetto di pressione economica che ti dirò al momento giusto.

- Che tempi abbiamo Sigmund?

- Una ventina di giorni, direi. Bisogna far scattare la trappola prima che Samaràs faccia il suo viaggio ufficiale in Germania, in modo che la Signora Merkel possa decidere se parlargliene lei o aspettare per rispondere a una richiesta fatta dalla Grecia. O fingere di nulla e rischiare lo scandalo.

- Ma gli scrittori che stiamo coinvolgendo non riusciranno a fare nulla in venti giorni, troppo vicino.

- Infatti. Loro sono il nostro paracadute, in un certo senso... E sono quelli che comunque vadano le cose racconteranno a tutti cosa è accaduto. Devi ammettere, Zisis, i tempi sono un po' cambiati... Il libro di uno scrittore famoso vale molto di più sull'opinione pubblica di quanto non valga la dichiarazione di un Ministro o di un Cancelliere (o di un Segretario di partito).

- Io però non mi fido di Samaràs, Sigfrid... L'Europa ci ha fatto mettere al Governo quelli che hanno la responsabilità di ciò che è accaduto in Grecia negli ultimi decenni.

- Infatti. Non mi fido di Samaràs nemmeno io. E di nessuno dei governanti europei di questo momento. Per questo abbiamo organizzato un'offensiva culturale... Però Zisis, non è un problema solo vostro... Guardati intorno: la mediocrità politica ha preso il potere ovunque. A partire dalla Germania... Ai nostri tempi la Merkel, anche nella Germania Occidentale, non sarebbe diventata nulla più che la dirigente della CDU di un Land. Nella DDR dove è nata, al massimo avrebbe fatto la Segretaria dell'Associazione femminile della SED, a dir molto. Ed è una persona con un certo talento... Pensa l'Italia che per 10 anni si è lasciata governare dal buffone di corte... solo perché era ricco. In Spagna hanno messo uno che ha perso tempo a litigare con la Chiesa mentre, letteralmente, la casa gli bruciava sotto il sedere e lui nemmeno se ne accorgeva, scusa l'espressione amico mio... No, una delle cose che mi affligge di più è la mediocrità che si è diffusa ovunque, in tutti i campi... Che sia una conseguenza della società dell'informazione che finisce per appiattire tutto? Non so... L'informazione di massa si è mangiata la formazione di massa e la selezione delle eccellenze. Non avrei mai immaginato di dover rimpiangere gli Adenauer e i Köhl, o anche i De Gasperi, i Togliatti e i De Gaulle: quelli avevano un disegno in testa, anche se non era il mio... Questi navigano a vista... Ma forse ho usato un termine nautico a sproposito amico mio...

- Non a sproposito per la politica Sig. Ma non dimenticare che navigando a vista noi greci abbiamo riempito il Mediterraneo di colonie quando voi ancora eravate barbari della Selva Nera...

- È vero... (risate), sei di buon umore vedo. E mi fa piacere. Io alterno ottimismo e tristezza...

- Continua a farmi il quadro della situazione Sig, mi interessa la tua lettura della fase...

- L'unico su cui ponevo delle speranze per la sua visione non miope era Dominique Strauss-Kahn, guarda com'è finito... Ma per colpa sua! Non ridere... Pensa Zisiz che gli avevo anche fatto arrivare un messaggio tempo fa (dalle persone giuste: io non ho contatti diretti): "Attento che ti stanno preparando una trappola..." E infatti. Ma lui aveva una strategia adatta a questo inizio di millennio dove le cose sembrano essersi girate nella direzione opposta agli ultimi decenni del secolo scorso. È finita la fase in cui era possibile che qualcuno crescesse a scapito di altri: in un solo paese e nel mondo globale... Ora, su scala planetaria è necessario spendere per far crescere i più poveri, perché anche i ricchi possano avere un futuro... E lui l'aveva capito: se l'Occidente accentua le diseguaglianze vince l'Oriente: o sui mercati o con le ondate migratorie o con i terrorismo. Invece al posto di Sarkozy, invece di Strauss-Kahn, c'è andato un bravo dirigente della Gioventù socialista francese... niente di più... mentre DSK, come lo chiamano, avrebbe potuto aprire una nuova fase... Anche se restava al Fondo Monetario Internazionale, al posto di quella insipida signora...

- Per un attimo ho pensato, nei mesi scorsi, che tu puntassi proprio su Hollande per ridimensionare la Merkel...

- Per un attimo l'ho sperato anche io. Ma nel nostro mestiere bisogna essere soprattutto realisti, amico mio, e sperare poco...

- Quindi non abbiamo nessun possibile alleato sul piano politico da mettere in campo, mi par di capire... Nemmeno in Germania?

- No, soprattutto in Germania. In Germania non accetterebbero la nostra proposta, forse non capirebbero nemmeno... Amo molto il mio Paese come sai, Zisis, ma non ho nessuna speranza che da solo cambi la propria politica. Anche se è una politica suicida... L'unico che potrebbe intervenire, nel modo e con l'autorevolezza giusta, a costruire la "Nuova Alleanza" sarebbe il Presidente della Repubblica dell'Italia. L'unico in grado di spiegarla e farsi appoggiare anche da Obama. Ma sta seduto troppo in alto. Non ha mai avuto nulla a che fare con noi e non si fiderebbe certo di un ex Colonnello della Stasi... E poi adesso è troppo schierato a sostenere il Governo italiano che ha fatto nascere lui. No, non lo farebbe nemmeno se conoscesse il nostro progetto... Pensa Zisis, lo chiamano "Governo tecnico...", ai nostri tempi la sola parola ci avrebbe fatto inorridire... È vero che la classe politica in Italia è ampiamente screditata. Ma questo non aumenta la qualità di un Governo di dilettanti che si improvvisano ministri... Governare un Paese non è come governare un'azienda e nemmeno come dirigere un'Università. Per governare bene un Paese bisogna conoscerne la struttura sociale, l'essenza... Bisogna farne parte, nel bene e nel male. Bisogna amarne i difetti e avere la forza di valorizzare i pregi... Non lo possono fare le èlites autoreferenziali e nemmeno gli euro burocrati... Prima o poi il popolo italiano si riprenderà il diritto di decidere i propri leader, è solo questione di tempo. Anche se il nuovo Governo politico potrebbe essere peggiore di quello "tecnico" che c'è oggi...

- E tu non pensi che dalla Russia possano magari arrivare segnali verso i governi europei che possano aiutarci? È un partner economico molto importante per l'Europa...

- Sono screditati a livello internazionale, Zisis... Si sono messi ad appoggiare un regime sanguinario come quello siriano illudendosi che in questo mondo ci siano ancora le aree di influenza politica. E sperano di poter giocare una partita nei conflitti intermusulmani, un campo in cui si sono giocati ogni reputazione trent'anni fa...

- Non hai nessuna fiducia in Putin, mi pare di capire e nemmeno nei suoi successori...

- Perché Putin l'ho conosciuto di persona quando era ragazzo e già allora si occupava soprattutto del suo ruolo personale e della sua carriera. Ogni missione che gli affidavano piegata a quegli obiettivi. Abile, non lo nego. Ma lui ama il potere per il potere, Zisis. Non gli interessa la "causa", per usare una espressione che potrebbe piacerti. Poi, lì siamo ancora in una fase di transizione: dalla dittatura del Pcus all'oligarchia economica, come sai... Ci vuole tempo per capire.

- Sigmund, scusami la domanda, ma te la volevo fare da tempo... Non hai mai pensato di poter servire meglio la Germania tornando a militare in un partito? Credo che tu avresti le qualità e le esperienze giuste, penso che avresti potuto essere un ottimo Ministro degli Esteri...

- Caro amico, lo prendo come un complimento, ma io sono un frutto fuori stagione per il mio Paese. Pensavo davvero di guidare una locomotiva potente, Zisis, a te lo posso dire, quando mi sono accorto che ero sul vagone di coda dell'Europa era ormai troppo tardi... Ora mi do da fare, per quel che posso, per evitare che il mio popolo si faccia del male da solo: torni a farsi del male da solo...

- È un peccato Sigfrid...

- No, non è un peccato. Se la tua parola peccato allude a una oggettività esterna... Qui, alla base di tutto, c'è un mio errore. Sono io che ho sbagliato valutazione della realtà, non la realtà che mi ha trattato male... Un peccato mio, se vuoi... Comunque ho il mio lavoro, come sai, e poi mi restano gli studi e il pianoforte. Non mi lamento.

- Ma Sigfrid, tu non sei solo vero? Hai una famiglia...

- Questo, Zisis, con tutta l'amicizia che ci lega e il rispetto è un tema che non vorrei toccare...

- Scusami Sigfrid, non avrei dovuto, dopo tanti anni mi sono dimenticato le regole... Continui ancora a studiare gli antichi filosofi?

- Certo, più lo faccio più mi accorgo che ho ancora molto da capire... e più amo il vostro Paese. Pensa, amico mio, i vostri antenati non avevano nessuna tecnologia a disposizione, forse solo il compasso... Non avevano nemmeno dei numeri facili da maneggiare, eppure sono riusciti a comprendere quasi tutto il percepibile e intuire ciò che non era percepibile... Un capolavoro della mente umana che non si è mai più verificato nella storia in misura così diffusa e concentrata nel tempo e nello spazio. Non solo per la storia dell'arte e la filosofia ma per la geometria, la fisica, l'astronomia... Un pensiero talmente lucido e una sintesi così compatta che per aggiungere qualcosa al pensiero greco, sono dovuti passare più di mille anni... Ti rendi conto? Mille anni di studi e applicazioni ma nemmeno una novità teorica. Sono convinto che l'hanno potuto fare perché si erano liberati delle distorsioni religiose (e perché migliaia di schiavi lavoravano per loro). O meglio, perché hanno tenuto i loro incubi mitologici separati dal pensiero razionale. Ho letto da qualche parte, Zisis, un giudizio illuminante sui tuoi antenati...

- Sono curioso di sentirlo, Sigmund. Quando parli di noi riesci a farmi ancora sentire l'orgoglio di essere greco...

- Quando duemila e cinquecento anni fa si è diffusa una pulsione monoteista nel Medio Oriente e sulle rive del Mediterraneo, i Greci sono stati gli unici ad applicare questa ricerca dell'unità al pensiero filosofico e scientifico e non a quello religioso... Fantastico! Da qui la grande sintesi. I greci hanno lasciato la loro religione nel kaos politeista e hanno cominciato a togliere ragnatele e incrostazioni al pensiero umano... Da questo i loro risultati millenari... Pensa che anche i romani, con tutta la loro potenza, forse sono riusciti ad inventarsi di nuovo solo i ponti e le volte, nient'altro... Certo, hanno scritto il diritto moderno, le regole, hanno riempito il mondo di strade e di eserciti per far rispettare le loro regole, ma come pensiero puro... deludenti. Troppo impegnati a fare. Pensa, amico mio, l'ironia della sorte. Il popolo tedesco è forse quello che negli ultimi secoli ha capito e amato di più la Grecia classica. Più ancora degli inglesi... I francesi sono dei dilettanti, gli americani non sanno nemmeno dove il vostro Paese sia collocato sull'atlante... (e nemmeno chi sia Atlante)... Però i tedeschi si comportano come i romani e non come i greci che amano. Di fronte alle regole perdono di vista l'obiettivo. Il come fa gioco sul cosa e sul perché. Le regole sono un a priori e non una banale convenzione contrattuale fra cittadini...
Conosci l'episodio della morte di Archimede, Zisis?

- No Sigmund ma mi fa piacere impararlo, anche se da un tedesco...

- Hai ragione, scusami. Ma volevo solo spiegarti cosa mi fa arrabbiare del mio Paese... Bene. È una leggenda, ma siccome la riporta Plutarco, ha un suo significato. Archimede stava tentando di risolvere un problema di geometria, forse era seduto sulla sabbia a disegnare con uno stecco in mano... Arriva un soldato romano che aveva l'ordine di arrestarlo e portarlo all'accampamento del generale Claudio Marcello che ben conosceva le sue doti. Archimede dice al soldato di aspettare perché prima deve risolvere il problema e il soldato lo uccide. Perché nella sua testa uno dei più grandi geni dell'umanità non poteva disubbidire al suo ordine. L'unica speranza è che Marcello l'abbia fatto crocifiggere quel soldato, ma non credo...
Ecco, amico mio, a Berlino c'è un bel monumento ad "Archimede di Siracusa", ma quel comportamento sarebbe stato esattamente quello di un qualsiasi soldato della Wehrmacht. E forse anche di un qualsiasi cittadino tedesco. Se non segui le regole non meriti in mio rispetto e la mia comprensione, come se le regole fossero un'entità sacra... un prolungamento dei dieci comandamenti... Questo è quello che volevo dirti... È lo stesso atteggiamento che i tedeschi hanno oggi con la Grecia e gli altri paesi del Mediterraneo. E questo mi indigna, soprattutto per la Grecia, che non costa molto salvare (il costo di una manovra di contenimento delle spese in uno qualsiasi degli stati europei) e non vogliono farlo perché non ha "rispettato le regole"... soprattutto per questo. Ma noi li costringeremo a ripensarci, amico mio... A guardare oltre la punta del loro naso... È paradossale che siano dei vecchi comunisti ad avere oggi la visione larga e lunga che dovrebbero avere loro. Ma forse non è troppo strano... Non ti pare?

- Noi avevamo una cultura internazionale che si è perduta...

- È vero: eravamo certamente daltonici ma avevamo uno sguardo più aperto sul mondo diviso in blocchi di quanto non vi sia oggi sul mondo globale... Che tristezza...

- Ma la nostra battaglia sta continuando, Sigfrid, non è il momento di essere tristi...

- Hai ragione. E se lavoriamo bene ce la possiamo ancora fare. Mi rattrista solo il pensiero che chi ci ha sconfitto non sia il meglio del pensiero occidentale, come temevamo, ma eredi di teorie nate già morte. Gente poco strutturata. Pensa amico mio che se c'è una cosa di cui la Germania era specialista è l'arte della guerra. Bene, come si può immaginare che se il proprio impero è sotto attacco sul confine orientale tu indietreggi e dici che in fondo se perdi la Grecia non è poi così grave? Ti immagini la flotta cristiana a Lepanto che non accetta battaglia, indietreggia e va ad aspettare le navi turche nel golfo del Leone? Questo i romani non l'avrebbero mai potuto nemmeno concepire (e nemmeno Temistocle, ovvio). L'impero si difende in ogni suo punto di confine: sia dai vecchi barbari con le corna sul cappello che dai nuovi barbari della finanza. Altrimenti non dovevi costruirlo così grande: dovevi fare un'unione monetaria più stretta e una cintura di paesi con rapporti economici, commerciali e monetari privilegiati fin dall'inizio. Hanno voluto allargare l'area Euro, anche troppo, senza garanzie, dieci anni fa? Adesso hanno il dovere di difendere il sistema che hanno creato, troppo facile ripiegare a casa propria... Se non lo capiscono sul piano politico lo capiranno su quello culturale, cui non sono preparati... E su quello economico se serve: se non capisce la Merkel, lo capirà la Bundesbank. Ma, ogni cosa a suo tempo. Ora ti lascio, amico mio ma ricordati della tua promessa, se la nuova alleanza, come spero, avrà buon esito.

- Sarà un un onore per me Colonnello. Ti porterò a cena da "O Cavos", la migliore "psarotaverna" del Golfo di Saronico e poi, in macchina faremo tutta la litoranea fino a Capo Sounion, a visitare il tempio di Poseidone al chiaro di luna.

- Penso che dovrai procurarti una scala e gli strumenti adatti allo scopo, Zisis...

- Naturalmente. Non temere, Sigmund: ho già tutto l'occorrente nel garage di casa mia...

- Scusami amico mio, la mia mania di occuparmi dei particolari alle volte mi fa essere maleducato...

- Non ti preoccupare di questo, ti auguro una buona serata.

- Anche a te, Zisis.

Questo testo mi è stato spedito via mail dall'Agenzia SpartaKus di Berlino in data 3 agosto 2012, per volere del Colonnello Sigmund Schmidt che autorizza me, Zisis Bouriatidis, a inoltrarlo all'attenzione del Comissario Charitos della Polizia di Atene.















 

 

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