domenica 19 agosto 2012

Buen Retiro senese

Sabato.
In campagna ci si riposa un po' meno del previsto. Ieri siamo andati tutti a visitare il convento di Monte Oliveto Maggiore. A un'ora di macchina da qui, in mezzo alle "crete senesi" in una zona che, quando fu fondato il convento, nel 1200, chiamavano il deserto. Ora è verde e molto frequentata dai visitatori. E il convento organizzato per riceverli, compreso i parcheggi a pagamento automatico. Ma l'atmosfera è suggestiva, gli olivetani discreti (una zona del convento è riservata alla clausura). Gli olivetani hanno il saio bianco perché particolarmente devoti alla Madonna, leggiamo sul sito del convento. Ne vedo uno con un saio bianco chiaramente estivo perché lascia trasparire i pantaloni corti e scuri che ci sono sotto. Un frate, molto gentile e colto, ci illustra il ciclo di affreschi sulla vita e i miracoli di San Benedetto del Sodoma e di Luca Signorelli che adornano il chiostro.

In una cappella, Eileen scopre l'immagine di San Paco. Questa poi... La fotografo e la mando subito ai suoi genitori a Ferrara.
Questa notte ho sognato che avevamo la casa invasa di gatti e che però mancavano sia Paco che Pepe e io dicevo: "Questa volta hanno esagerato, invitare i loro amici e non farsi nemmeno vedere..."

La mensa del convento è già apparecchiata. Ci sono una trentina di seggiole e di coperti su una grande tavola a U in un bel salone affrescato dove non si può entrare. Noto che ogni due coperti c'è una bottiglia d'acqua e un recipiente con olio, aceto, sale e pepe. Mi sembra esagerata un'oliera ogni due persone. A pranzo a casa Luca ricorda il divieto di parlarsi fra loro che avevano o hanno i frati. E allora penso che (forse) la presenza di tante oliere sia legata a questo divieto. Se ce ne fossero meno i frati sarebbero obbligati a rivolgersi la parola almeno a tavola.

A ritorno il Tom Tom ci porta per una strada diversa da quella dell'andata. Chissà per quale strano motivo. Molto più lunga  tortuosa. Ma bellissima: sempre le torri di Siena all'orizzonte ora a destra ora a sinistra, colline dolci e coltivate attornoe i calanchi improvvisi delle crete sotto di noi.

Nel pomeriggio si gioca con i nipoti. In cambio mi faccio aiutare con il tedesco del Colonnello Schmidt da sistemare. La sera l'immancabile scopone scientifico. Ma è ormai insopportabile: vincono sempre le due Eileen anche se pensano ad altro. I 7 arrivano sempre a loro, gli ori pure... Una vergogna. Come direbbe il Colonnello Schmidt, un conto è perde da una coppia più brava, un conto è perdere da chi gioca per far passare il tempo.


Domenica.
Ho letto i giornali. La Repubblica titola: "Allarme Grecia, Berlino: Basta aiuti". Niente sembra essere cambiato negli ultimi mesi. Se non in peggio. Il discorso del Colonnello Schmidt sembra scritto oggi, non il 3 agosto. A pag. 2 addirittura un titolo dice "La Merkel naviga a vista". Se non l'avessi sistemato ieri non ci crederei.

Riassumiamo. Mi aspettavo un Fidia dissotterrato e invece ne abbiamo 2. Non pensavo a niente di archelogico e invece abbiamo la scoperta del secolo e il suo smembramento in diversi pezzi. Pensavo a un noir politico economico e invece il Colonnello insiste per una trama "culturale"... "Romanzo culturale", chissà cosa ne penserebbe De Cataldo.
L'autore (che si  presenta come strumento inconsapevole di un vecchio dirigente della Stasi) scrive un testo al Pc e lo dimentica in una toilette della città di Nafpaktos (Lepanto). Uno dei titoli possibili suona "La nuova alleanza di Lepanto". Ora, dal discorso di Schmidt, si comincia a capire perché. Sul Byron del terzo titolo ancora non si capisce cosa c'entra.
I burattinai di tutta la vicenda sono vecchi comunisti (forse nemmeno ex) che si conoscono fra loro da molti anni. L'obiettivo sembra essere quello di riscattare la Grecia agli occhi dell'Europa (e del mondo, si direbbe).
Non mi è ancora chiaro cos'abbiano in testa e cosa c'entri la statua di Fidia con tutto questo. Se Aliki non fosse andata a Berlino sarebbe passata per Siena e forse avrebbe potuto farci capire qualcosa di più. Non mi resta che continuare a tradurre con il traduttore automatico dal greco, ma è un lavoraccio: all'inizio il testo che ne viene fuori sembra appartenere a una commedia comica. Vedremo.

Nessun commento:

Posta un commento