domenica 26 agosto 2012

Fine delle vacanze



     Sabato, 25 agosto

     Leggendo i giornali: oggi c'è qualcosa che non mi torna. Tre giorni fa l'intervista della Merkel e di Hollande sembrava non anticipare nessun giudizio sulla Grecia e prendere tempo, andando nella direzione auspicata dal Capo di Gabinetto Schneider. Oggi Panzer Angèla sembra ritornata sulle posizioni di sempre: la Grecia deve mantenere gli impegni assunti punto e basta. Anche Hollande non ha concesso nulla da Parigi a Samaras e il Presidente greco ha potuto solo invocare clemenza: "Non toglieteci l'ossigeno". La solita miopia, la solita impotenza.
     Mi pare che le cose non siano andate nel modo che il Colonnello si prefiggeva. O come aveva immaginato lo Pseudo-Markaris, autore della chiave Usb. Nessuna alleanza europea contro i nuovi turchi, nessun Byron berlinese in vista. Non dico che il dissotterramento di Fidia sia stato inutile ma quasi. Sono un po' deluso: mi ero abituato alla sensazione piacevole che nella chiave Usb vi fosse la realtà descritta dai giornali di domani. Invece le cose sembrano andare da un'altra parte: anzi, dalla solita.

   Questa mattina a Siena molto lavoro e un po' di agitazione in casa. Era prevista una colazione in piedi con 14 persone. Ne sono venute meno, per fortuna. Ma abbiamo mangiato seduti e questo ha voluto dire apparecchiare per tutti e poi servire in tavola per tutti. Ci aiutavano due signore ma ciascuno di noi ha fatto la sua parte nel preparare qualcosa, servire l'aperitivo  o andare a prendere al paese vicino quelli che non riuscivano ad arrivare da soli.
   A me è toccato preparare il primo: pasta tiepida con tonno, scorza di limone, yogurt, erbe varie e peperoncino tunisino. È una ricetta che nasce in una sera di tanti anni fa a Roma: avevo fame e non avevo in casa che questi ingredienti. Ma in famiglia la mia pasta al tonno piace molto e ogni tanto mi chiedono di prepararla. Così sto in cucina fino all'ultimo e sono esentato dal dovere di intrattenere gli ospiti durante l'aperitivo. Oggi mi è venuta particolarmente bene e mi hanno fatto i complimenti a tavola.

    Ospite d'onore della colazione un banchiere inglese (ha casa nel Chianti, ovviamente) che ci ha intrattenuto, rispondendo a molte domande, sulla situazione finanziaria internazionale ed europea. Mi spiace non avere capito tutto quello che diceva ma il mio inglese è sempre stato scarso. Da quando frequento Eileen e la sua famiglia poliglotta si è totalmente rinsecchito. Così non sono sicuro di riportare le sue parole esatte. Ma è stato meglio così, altrimenti forse mi sarei arrabbiato. In sostanza il banchiere ha detto che l'Europa mollerà la Grecia: che ha già deciso di far uscire la Grecia dall'Euro, ma lo farà solo dopo che la Spagna si sia messa in sicurezza. Mi sarebbe piaciuto chiedergli: l'Europa, chi esattamente? I banchieri come lei? Ma non l'ho fatto.
    Viviamo tempi strani: che i banchieri siano ricchi non è una sorpresa. Che abbiano prodotto loro la crisi che adesso rinfacciano ai bilanci degli stati è un fatto noto. Che si spaccino per classe dirigente è un'indecenza.
    Invece ha detto una cosa interessante sul Portogallo e l'Irlanda che, secondo lui, sono paesi più abituati a vivere le crisi e uscirne con uno sforzo collettivo. Anche Aliki aveva avuto, da turista, la stessa impressione del Portogallo. Non so se ha taciuto dell'Italia o sono io che non ho sentito. L'Italia è meno abituata dell'Irlanda a superare momenti di crisi? Forse sì. Forse l'unica crisi generale che abbiamo vissuto davvero è stata la seconda guerra mondiale ("l'ultima guerra", diceva mio nonno che evidentemente se ne aspettava delle altre). Dopo la guerra, solo fasi diverse di crescita nel tempo e nello spazio. La "congiuntura" e la stretta creditizia fatta da Carli, la crisi petrolifera e l'austerità di Andreotti, la crisi finanziaria del '92 con i sacrifici imposti da Amato e Ciampi, ma non recessione dell'economia reale.


   Domenica 26

   Siamo in macchina diretti a Ferrara. Acquazzoni, finalmente.
   I giornali di oggi sono più cupi di quelli di ieri. Nessuna proroga alla Grecia, è sparita quella prudenza che nelle prime dichiarazioni congiunte di Merkel e Hollande sembrava esserci. Samaras torna a casa senza l'ossigeno che aveva chiesto.
   In Italia il Governo cerca di varare un programma di legislatura che non riuscirebbe a fare in 5 anni nemmeno un governo promosso con un voto plebiscitario dei cittadini. Intanto i poteri istituzionali litigano fra loro. Politica e antipolitica si disputano gli elettori con gli insulti e non con i programmi. Ma questa è quotidiana storia di casa.
    Mi consolo leggendo sul Domenicale del Sole il secondo articolo sulla fisica contemporanea di Rovelli, quello sui quanti. Sintetizzo a Eileen che sta guidando e che non mastica molto di scienza: "La fisica tradizionale dice che se c'è un albero in un certo punto e tu sei su una traiettoria che passa di lì prima o poi lo incontri (se nessuna forza contraria ti ferma). La fisica dei quanti (e Einstein non era convinto) dice, quasi a rovescio, che l'albero non sappiamo dove sia fino a che non ci sbattiamo contro". Eileen dice che anche lei da piccola pensava che la casa dei suoi nonni, quando lei non c'era, non esisteva. "Esiste, ma non sappiamo dove sia", cerco di replicare. Ma sono consapevole che siamo già scivolati nella metafisica...
Cosa c'entrano i quanti con la chiave Usb? Nulla. Però ho letto che la Merkel ha fatto la tesi di dottorato sulla chimica quantistica. Forse anche lei pensa che finché non ci sbatti contro la statua di Athena Parthenos non esiste.

   Alle 12.30 entriamo in casa. E assieme a noi arriva, dal muro del giardino vicino, Paco. Fa rumorosamente le fusa e si rotola a terra davanti alla porta, segno che è contento di vederci. E noi anche: lo accarezziamo e lo coccoliamo. Poi però mangia e se la fila di nuovo nel parco. Suo fratello Pepe invece non si fa vedere.

   Dopo il diario di mare, oggi finisce anche quello di terra. Ma sono preoccupato per la chiave Usb. Domani si ricomincia a lavorare e non riesco a immaginare come la storia possa chiudersi con questa disfatta del Colonnello. La sua offensiva culturale non ha prodotto granché, malgrado gli sforzi e la scenografia. Questa sera a casa provo a sistemare gli ultimi file contenuti nella chiave. Vedremo.
 
 
Ultim'ora. Questa mattina (lunedì 27) ho sentito nella rassegna stampa curata su RaiNews da Corradino Mineo che il Cancelliere austriaco si è pronunciato ufficialmente in favore della concessione di tre anni di proroga alla Grecia per rimettersi a posto. Qualcosa si muove: forse il Colonnello non ha ancora perso la partita...



 



sabato 25 agosto 2012

Il mistero della chiave Usb (15)

Cap. VII (finale)


- Frau Müller, mi faccia la cortesia di chiamare il Signor Capo di Gabinetto che pare abbia una questione urgente da pormi.

- Subito Signora Cancelliera. In effetti è da un po' che cammina nel corridoio davanti all'ufficio: stava aspettando di essere ricevuto, Cancelliera Merkel.

Dopo pochi minuti Frau Müller bussò alla porta dello studio e introdusse Herr Friedrich Schneider, Capo di Gabinetto della Cancelliera. Lo studio della Cancelliera Merkel era ampio e arredato con sobrietà. Il tavolo di cristallo e i pochi mobili moderni lo rendevano ancora più ampio. Frau Müller richiuse senza far rumore la porta imbottita di pelle grigio azzurro, lo stesso colore delle seggiole, delle poltrone, della cartella da tavolo, del tagliacarte, dei porta bottiglie, delle ante di un armadio, della porta dello spogliatoio di fronte all'ampia finestra davanti alla quale era seduta al suo tavolo di vetro Angèla Merkel, "la donna più potente al mondo". Dietro quella finestra si vedeva il parco su cui sorge il nuovo Bundeskanzleramt (che i berlinesi chiamano "lavatrice" per via delle grandi finestre rotonde) e le acque grigie del fiume Sprea.

- Entri Signor Capo di Gabinetto, sentiamo questa urgenza che non può aspettare domattina...

- Non avrei mai insistito Signora Cancelliera se non pensassi che è questione davvero urgente e delicata che lei deve conoscere prima dell'incontro con il Presidente Samarás...

- Friederich, siamo solo io e te: niente formalismi per favore... veniamo al sodo che non ho tantissimo tempo...

Il Capo di Gabinetto introdusse la faccenda della statua di Athena con grande precisione mentre la Cancelliera lo guardava con l'aria di non capire il senso e l'urgenza di quel racconto. Poi si affiancò al tavolo di vetro e le porse il comunicato stampa dell' A.I.S.G.E.M. Che la Merkel lesse attentamente prima di alzare gli occhi e dire: "È uno scherzo di qualcuno?"

- Non lo è, Cancelliera... Ho parlato con il Signor Ministro degli interni: non lo è...

- E chi sono mai questi e cosa vogliono da noi?

- Risulta che l'A.I.S.G.E.M. sia effettivamente, almeno in apparenza, una associazione di studiosi di letterature classiche di una qualche fama, con ramificazioni in molti paesi europei. L'unica stranezza, Cancelliera... (la Merkel lo guardò spazientita), l'unica stranezza Angèla è che questa Aisgem è presieduta da un ex Colonnello della Stasi, un certo Schmidt, che però risulta essere effettivamente un grecista autore di pubblicazioni apprezzate sulla materia...

- Un Colonnello della Stasi che scrive di letteratura greca? Friederich, se non ti conoscessi e non mi fidassi di te penserei che mi stai raccontando una barzelletta, che mi fa perdere tempo prezioso...

- Cancelliera, se fanno la conferenza stampa domattina, e i principali giornali tedeschi (e quelli europei) riporteranno la notizia, l'incontro con il Presidente Samaràs sarà molto diverso da quello che pensavamo...

- Ma è assurdo! Chi vuoi che creda alla scoperta della statua di Athena dopo 70 anni..., disse la Merkel nella speranza che il su Capo di Gabinetto l'assecondasse...

- Ho parlato con il Signor Ministro della Cultura, Cancelliera: mi ha confermato che tutto quello che sta scritto in questo Comunicato sembra essere vero. E poi, faccio notare Cancelliera, che se non fosse usata contro di noi sarebbe una notizia molto bella ed emozionante per l'opinione pubblica, oltre che per gli storici dell'arte. Anzi, credo che lo sia comunque...

La Cancelliera Merkel rifletté un momento, guardo più fredda il Capo di Gabinetto, e disse, con un tono di voce basso: "Friederich, non mi hai ancora detto cosa vogliono questi signori..."

- Non l'ho detto, Angèla, perché non ho capito cosa vogliano: temo che non vogliano nulla... nulla di più di quello che scrivono...

- Un Colonnello della Stasi che mette in scena una commedia come questa per amore dell'arte? Senza un disegno dietro? Non ci crederò mai...

- Un ex Colonnello della Stasi...

- Non esistono ex Colonnelli nella Stasi, Friederich... Se ci sei stato con quel ruolo non diventi mai ex... Ci deve essere un disegno dietro, altrimenti non rischierebbe di mettere in difficoltà il suo nuovo Paese...

- Si tratta, Cancelliera, di un soldato dell'Armata Rossa decorato per aver partecipato alla liberazione di Berlino.

- Un soldato tedesco dell'Armata Rossa... Uno che ha sparato su soldati tedeschi, quindi.

- Sì, Cancelliera, figlio di una famiglia di comunisti tedeschi emigrata in Urss dopo l'avvento del nazismo. Ha avuto un riconoscimento dall'URSS e dalla nascente DDR per aver combattuto contro le truppe naziste, Cancelliera...

- A maggior ragione non può essere uno studioso disinteressato, Friederich...

- Sta di fatto che se tengono la conferenza stampa domattina dovremmo rispondere qualcosa in giornata... Altrimenti temo che saremo nei guai, Angèla.

- Non sarà un tentativo di screditarci agli occhi dei cittadini tedeschi fatto dai nostri avversari politici?

- Temo, Cancelliera, che vogliano organizzare un evento internazionale come la loro Associazione... E che delle prossime elezioni politiche tedesche a loro non importi granché.

- Fammi rivedere un attimo le domande che ci pongono: alle prime domande piacerebbe anche a me sapere come rispondere, Friederich... Veramente una intollerabile mancanza! Non saprei come altro definirla se non un caso di imperdonabile sciatteria professionale. Potremmo fare annunciare al Ministro della cultura qualche dimissione dei direttori competenti...

- Anche in questo caso non evitiamo la brutta figura internazionale, Cancelliera...

- E se io dichiarassi che aspettavo l'arrivo di Samaràs per parlarne e trovare una soluzione insieme da buoni partner europei?

- Forniremmo ai greci un enorme diversivo da utilizzare contro di noi, spalleggiati da tutta l'opinione pubblica europea, temo...

- E se, solo per ipotesi, io invece gli proponessi la restituzione della statua, come segno della buona disponibilità della Germania verso di loro a certe condizioni di collaborazione culturale fra i due Paesi, naturalmente...

- Temo, Cancelliera, a parte le ire dei nostri archeologi nazionalisti e la reazione a catena che si innescherebbe sul nostro patrimonio artistico classico (l'Altare di Pergamo, per esempio), temo che anche se volessimo, non sarebbe possibile...

Frau Merkel guardò stupita il suo Capo di Gabinetto che oggi le sembrava irriconoscibile... "In che senso non sarebbe possibile, Friederich?", gli chiese seria.

- Mi dispiace doverti dire, Angèla, che noi possediamo certamente una famosa statua in maniera illegittima ma, fino a questo momento, non ne abbiamo recuperato che un piede: l'abbiamo noi ma non ne abbiamo nessun controllo.

- Non capisco...

- Purtroppo possiamo essere accusati di aver sottratto la statua di Fidia alla Grecia e nello stesso tempo non siamo in grado di restituirla e nemmeno di mostrarla al mondo: al Pergamon Museum è rimasto solo il piede sinistro. Due cripte vuote, un inventario completo e solo un grande piede d'avorio... Non credo che la Grecia potrebbe accontentarsi... E ci diranno che nascondiamo la verità per trattenere la statua in Germania, in continuità con il comportamento del Terzo Reich...

- Friederich, mi sembra una inettitudine incredibile: non si perde una statua come quella... Chi l'ha sottratta al Pergamon? Il Colonnello della Stasi? Cerchiamo di farlo parlare... Mettiamolo sotto pressione. Cosa fanno i servizi, Santo Dio...

- Ci hanno provato, Cancelliera, ma con risultati risibili. È a loro che il Colonnello Schmidt ha consegnato, spontaneamente, il Comunicato stampa dell'Aisgem. Penso che li abbia usati da tramite per mandare un messaggio a noi. E poi, il Colonnello Schmidt ha 82 anni, Cancelliera...

- Provaci tu, allora, Friederich: incontralo bonariamente e chiedigli se ha bisogno di aiuto per l'associazione, chiedigli tempo, digli riservatamente che la notizia ci ha colto alla sprovvista...

- Questo lo sa benissimo, Angèla, è stato lui a farci trovare il piede... E poi non c'è più tempo: se fanno la conferenza stampa domattina noi siamo in un vicolo cieco: non possiamo tacere, non possiamo smentire, non possiamo dire "Sì, è vero, colpa dei nazisti prima e dei comunisti poi, ma ora la Germania farà giustizia restituendo al mondo e alla Grecia la statua di Fidia, perché non è in nostro possesso..."

La Cancelliera Merkel rimase a lungo in silenzio, pensando a qualche via d'uscita possibile da quel circolo vizioso... "Friederich, comunque questa storia finisca, ricordati che dovremo rinnovare i vertici del Ministero della Cultura e del Pergamon Museum, così imparano a fare il loro dovere...

- Non credo Angèla, che sarà possibile rimuovere il giovane e brillante direttore che ha riscoperto la grande statua di Fidia... Ti ricordo che fra poco dovrai inaugurare la mostra sui reperti di Olimpia.

- Un bel pasticcio, in salsa greca, non ricordo come si chiama quella crema bianca coi cetrioli e l'aglio che fanno...

- Zazìki...

- Ecco... Però dimmi cosa tu hai in testa Friederich: ti conosco troppo bene per non sapere che una qualche soluzione l'hai già pensata..."

- Più che una soluzione direi un modo di prendere tempo, per capire meglio...

- Fai capire a me con esattezza. È ormai ora che vada all'incontro con Hollande... Ci mancava anche la statua greca...

- Mi sono permesso di abbozzare un testo per una dichiarazione, Signora Cancelliera. Una dichiarazione che va fatta questa sera stessa nella speranza che il Colonnello Schmidt capisca che ha vinto il primo round e si accontenti, per ora...

La Cancelliera Merkel prese il foglio che il suo Capo di Gabinetto le porgeva, tenendosi a distanza, sul lato piccolo del tavolo di vetro e inclinando verso di lei il corpo. lo lesse... "Invece che dire a Samaràs quello che merita: il vostro tempo è scaduto o rispettate gli impegni o noi non faremo più niente per sostenervi, dovrei dire che non c'è fretta?"

- Dovrebbe solo dire, Cancelliera, che la Germania farà tutto il possibile perché la Grecia possa restare nell'Euro e che per decidere i provvedimenti da assumere è opportuno attendere con calma i risultati delle indagini sui conti greci che la Troika concluderà fra tre mesi. Non è poi molto. Spero che al Colonnello possa bastare per rinviare la sua conferenza stampa e a noi per anticipare le sue prossime mosse. Non sarebbe inopportuno che questa dichiarazione fosse condivisa anche dal Presidente Hollande.

- Non è poi molto? È moltissimo, invece! È il contrario di quello che intendevo dire!

- Non è molto dal punto di vista del Colonnello, temo...

- Convincere Hollande non credo sia un problema... Ma questa dichiarazione potrebbe agitare i mercati anche contro di noi...

- Anche la notizia che la Bundesbank dovrà indennizzare la Grecia per la sottrazione e sparizione di una famosa statua agiterebbe i mercati contro di noi, temo. E non solo quelli...

La Signora Merkel guardò a lungo Friederich Schneider e poi disse: "D'accordo, seguirò la tua indicazione. Tu fai in modo che quella conferenza stampa non ci sia né domani, né il giorno dopo, io farò la mia parte. Passa una buona serata, Friederich, tu che puoi farlo...







venerdì 24 agosto 2012

Breve rientro romano


      Ieri ho fatto un rapido salto in ufficio a Roma. Sono sceso da Siena in macchina la mattina partendo presto. In Cgil è in corso una riorganizzazione per aree di lavoro (dai vecchi dipartimenti di impronta più ministeriale burocratica che funzionale). Nel mese di agosto anche gli uffici di ciascuno sono stati spostati e accorpati, in modo da essere fisicamente più omogenei, per piani del palazzo e per ali. Mi ci vorranno molti mesi per imparare la nuova mappa. Per fortuna il mio ufficio è sempre nello stesso posto. Mi piace il mio ufficio. È luminoso e disadorno. Mi sono ripromesso di appendere i manifesti delle mostre del Palazzo dei Diamanti di Ferrara, tanto per avere qualche legame con la mia vita precedente, ma non l'ho ancora fatto. Nell'87, quando sono venuto a lavorare per la prima volta in Corso d'Italia, mi sono dipinto da solo i quadri da attaccare nell'ufficio di allora. Ora non ho più tempo e forse ho anche disimparato la tecnica, per cui è meglio se mi affido alle stampe. Non aumenterò il patrimonio di opere d'arte che ci sono in Cgil (e nemmeno il numero delle croste che pure ci sono).

L'atmosfera del rientro dopo le ferie è sempre molto simpatica e famigliare. Non si può pretendere di ricominciare a lavorare al massimo dei giri alla terza settimana di agosto ma tra una chiacchiera in ascensore e un caffè al bar interno, per fortuna aperto, ci si aggiorna.

Ieri sera invece una bruttissima cosa.
Avevo parcheggiato la vecchia Fiesta praticamente davanti alla Cgil (un po' più in là su Corso Italia) in una piazzola a pagamento (avevo pagato per tutta la giornata per stare sul sicuro) ed ero assolutamente tranquillo. Quando la sera alle 21.30 sono andato con l'idea di spostarla proprio sotto la Cgil in un posto non a pagamento, la sgradita sorpresa. Avevano rotto il cristallo anteriore destro per rubare il Tom Tom. C'era vetro dappertutto e la macchinetta sembrava ferita. In realtà il mio vecchio navigatore Garmin non funzionava più da tempo (nemmeno si accendeva) ma il ladro non lo sapeva. Stupido io ad averlo lasciato esposto. Fortunato però, perché nel baule posteriore avevo lasciato (ancora più imprudentemente) la valigia con dentro di tutto (due flauti, tra cui lo Yamaha), i documenti della barca e tutta l'elettronica di bordo che "per sicurezza" ogni anno mi riporto a casa. Il ladro non se ne era accorto. Se mi avesse rubato anche quello penso che mi sarei buttato dal mio ufficio al quarto piano.

Questa mattina quando sono tornato in Cgil e ho raccontato la mia disgrazia in portineria mi hanno affettuosamente e immediatamente aiutato. Il manutentore del palazzo mi ha messo un finestrino provvisorio di plastica, uno degli autisti mi ha preso appuntamento con una ditta che sostituisce i cristalli rotti delle auto e questa sera mi terranno la macchinetta al sicuro. Persino la denuncia dai carabinieri è stata veloce e utile.

Roma è così: può essere confidenziale e amichevole come una grossa famiglia, fino a diventare comoda come un vecchio vestito. Ma non va mai data per scontata, altrimenti punge. Ora siamo di nuovo in campagna a Siena e mi posso dedicare a sistemare un capitolo molto impegnativo della chiave Usb dove, non so con quali possibili informazioni, il nostro autore (che a questo punto potremmo chiamare Pseudomarkaris) mette in scena direttamente la Cancelliera Merkel. Non so ancora se Angela riuscirà a evitare la trappola del Colonnello. Cercherò di finire per domattina. Non ho più qui mio nipotino Fred ad aiutarmi col tedesco...


Il mistero della Usb (14)

Cap. VII (segue)


- Alexander, sono Aliki. Bene grazie. Sì, a Berlino, certo... No, nessuna novità, per ora. Ho visto il reperto. Sì, bellissimo... Spettacolare: c'è una parte dell'abito con il panneggio laminato in oro... e un piede enorme, ma perfettamente proporzionato, tutto d'avorio. No, assolutamente: dal punto di vista artistico il nostro frammento è ancora più significativo, con quel bracciale d'oro tutto cesellato. Mi chiedo come sarà una volta ricomposta... Certo, certo, ma non dimenticare che non siamo più abituati a vedere le statue colorate che piacevano tanto nell'antichità... Noi vediamo l'incredibile Hulk al cinema e non ci troviamo niente da ridire... ma se vediamo una statua classica con gli occhi truccati gridiamo allo scandalo... Comunque... Corri troppo. Sono tornata alla carica con il Direttore del Pergamon ma non c'è niente da fare: o ci muoviamo come loro e coinvolgiamo il Governo o loro non tengono con noi rapporti formali nemmeno di informazione reciproca... (magari a livello personale con me, ma non di più, sai come sono fatti...). Il Direttore mi ha fatto vedere le fosse in cui era sepolta... enormi, non hai idea! Più di quello che mi ero immaginata. Ci devono essere almeno una ventina di frammenti. Ma lui dice che attualmente me ne poteva mostrare uno solo. La mia impressione Alex è che nemmeno loro sappiano dove sbattere la testa... Sì, io resto ancora un paio di giorni, non si sa mai... Vado a vedere la mostra di Olimpia, se faccio a tempo, ma al confronto di quella che si potrebbe realizzare coi nostri reperti... Sarà molto penoso per Gustav... A confronto con noi la roba di Olimpia è paccottiglia... Interessante solo dal punto di vista scientifico. Sì, ma per ora l'alleanza fra Atene e Berlino non c'è stata: la predizione della dea non ha funzionato... Era solo un sogno. Spiritoso... A meno che, Alex, non abbia ragione Gustav e si debba procedere di concerto con il Governo. Lascio decidere a te... Non me l'avevi detto, Alex... Una vergogna: non sono meglio dei loro predecessori. Quelli che ci hanno rovinato... Questo è assolutamente vero, non sempre è un vantaggio ma quando è necessario... D'accordo. Ti tengo al corrente. Ti abbraccio.

- Ciao Aliki, tutto bene? Sei Ancora a Berlino? Hai novità per me? Me lo immagino... Certo che sarà proporzionato Aliki: è un colosso greco, mica romano... È più significativo del nostro? Sarà una delle meraviglie del mondo, al posto dello Zeus di Olimpia. Vuol dire che ne faremo una riproduzione in bianco per puristi... Me l'immaginavo. Tieni comunque buoni rapporti con lui e salutalo molto da parte mia. Dev'essere stato emozionante... Figurati se ne hanno uno solo... Se le fosse sono grandi, dove sono la testa e lo scudo? E l'egida? Non ce la raccontano tutta... Tu resti ancora, vero? Se è penoso per lui pensa per noi che ce l'hanno portata via... Se vuoi, puoi dirgli che siamo pronti a collaborare per eventuali studi e mostre da fare insieme. Bisogna che riusciamo a stabilire un rapporto. Mi meraviglio di te, Aliki, Athena non sbaglia predizioni... Specie quando decide di comparire in sogno... Ma io ci ho provato, Aliki. Non te l'ho detto perché mi sono sentito umiliato: ma come, il direttore del più importante Museo del Paese chiede di poter parlare al Ministro della cultura e quello gli fa rispondere che non ha tempo perché è in partenza per la Germania e che mi riceverà al suo ritorno... Non do giudizi politici, ma è scandaloso! La differenza tra noi e i tuoi amici è che loro hanno un Stato... Pazienza: pensiamoci su per qualche giorno e risentiamoci. Anche io.

giovedì 23 agosto 2012

Il mistero della Usb (13)

Il Documento dell' A.I.S.G.E.M. che il Colonnello ha consegnato al Direttore Ufficio Affari Riservati dell'Innerministerium Peter Riesen, invece che a un comunicato stampa assomiglia a un nodo scorsoio che più si legge e più si stringe. Nella chiave Usb ce n'è una copia Pdf con tanto di bandierine colorate e bordi azzurri. Io ne riporto qui la traduzione automatica che mio nipote Fred (che conosce il tedesco) mi ha aiutato a rendere comprensibile (con discreti risultati, mi sembra, malgrado il linguaggio sia molto tecnico-burocratico).


ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE di STUDI GRECISTI ELEUTHERÌA e METIS


1. L'A.I.S.G.E.M. è in possesso di documenti che comprovano che una delle opere più importanti della storia dell'arte dell'intera umanità (la Athena Parthenos crisoelefantina di Fidia), che appartiene secondo il diritto internazionale alla nazione Greca (e al suo popolo), è stata trafugata ad Atene dalle truppe naziste nella primavera del '44. Tale statua (originale e pressoché integra) è stata portata e custodita presso il Pergamon Museum di Berlino. Lo attesta un certificato coevo di ricezione da parte della Direzione del Museo del Terzo Reich (che si allega in copia con il nome di "Allegato 1").
2. Non risulta che la statua sia mai stata esposta al pubblico e nemmeno mai ricomposta, ma è certo da documenti del Museo (Allegato 2) che furono inventariate le sue numerose parti su ciascuna delle quali fu apposta una targhetta metallica del Museo con la sigla abituale "PMB" e un codice di inventario contenente la lettera "A" ( si presume per "Athena") e un numero per ogni frammento (senza un ordine e una gerarchia apparenti) che va da 1 a 28 (foto ingrandita della targhetta metallica in Allegato 3).
3. Al termine del secondo conflitto mondiale, i reperti archeologici greci furono scoperti e di nuovo occultati dal Pergamon Museum, ad evitare che le truppe sovietiche occupanti la città potessero considerarli beni di cui appropriarsi a scopo di indennizzo dei danni di guerra subiti dall'URSS per opera del Terzo Reich (in Allegato 4 la copia di un verbale originale redatto dalla Direzione Provvisoria del PMB del settembre 1945).
4. Non risulta a questa Associazione che nei decenni successivi siano mai stati realizzati o quantomeno resi pubblici né studi tecnici sui reperti in oggetto né documentazione fotografica degli stessi.
5. Viceversa, siamo in grado di documentare (Allegati 5 e 6) che al venir meno della Repubblica Democratica Tedesca e al riunificarsi della Germania fu redatto un verbale di consegna alla nuova Direzione del PMB dei reperti in oggetto e predisposta una documentazione a mezzo fotografico degli stessi che testimonia in maniera incontrovertibile la permanenza, fino a quella data, dei reperti nei luoghi originali del PMB.
6. Malgrado questo passaggio formale di consegne sia documentato e pubblico, le autorità della nuova Germania non hanno fino ad ora ritenuto opportuno di: 1) portare a conoscenza della comunità scientifica internazionale l'importantissimo ritrovamento archeologico; 2) ricomporre e restaurare i reperti; 3) rendere visibile al pubblico una delle più importanti opere dell'ingegno umano dell'antichità.
7. Non risulta a questa Associazione che il Governo tedesco abbia assunto la decisione per il futuro di restituire integrità e libera visibilità ai suddetti reperti.

Sulla base di queste considerazioni l' A.I.S.G.E.M chiede al Governo di Germania e alla Cancelliera Signora Angela Merkel:

1. Era a conoscenza il Governo di Germania della presenza sul suolo tedesco, da oltre 70 anni, della statua crisoelefantina di Athena Parthenos di Fidia?
2. Se no, come spiega la imperdonabile inadempienza delle autorità preposte (a partire dal Ministro competente), vista la documentazione ufficiale che lo attesta in maniera inequivocabile da oltre 20 anni?
3. Se sì, per quale motivo il Governo di Germania ha ritenuto di non doverne informare né gli studiosi, né l'opinione pubblica internazionale?
4. Soprattutto, perché il Governo di Germania non ha ritenuto necessario informarne il Governo di Grecia?
5. Il Governo di Germania ha stimato il valore economico dei reperti del PMB riportanti i numeri di inventario A1 e successivi fino al reperto A28?
6. Il Governo di Germania intende trattenere i reperti in oggetto sul suolo tedesco, in contrasto con la legislazione internazionale sui beni artistici e culturali?
7. Nel caso, il Governo di Germania come intende indennizzare per l'avvenuta sottrazione del bene artistico la Nazione Greca?
8. Ovvero il Governo di Germania intende restituire l'importante reperto archeologico alla Nazione Greca?
9. La Cancelliera Signora Angela Merkel intende trattare questo tema con il Presidente di Grecia Giorgos Samaràs nel prossimo imminente incontro?

Trasferta pomeridiana


   Ieri è successa una cosa veramente strana! Non so ancora sotto che forma scriverla. Fa parte del diario di queste vacanze, ma meriterebbe di stare in un capitolo della chiave Usb. Siccome nellaUsb non c'è, la metto nel diario.

   Siamo andati come tutti gli anni a trovare un grande scrittore nella sua casa in Toscana. Sta verso i confini con il Lazio, per capirci, e da Siena ci vogliono un paio d'ore per arrivare e altrettante a ritorno. È giusto distinguere perché il navigatore Tom Tom ci ha fatto fare strade diverse tra andata e ritorno e strani percorsi nel tragitto, fino a una "scorciatoia" in un bosco che poi si è rivelata essere il sentiero che portava a una segheria che non c'entrava niente con il nostro scrittore. Ma andiamo in ordine.

Siamo partiti verso le 15, abbiamo preso la superstrada fino a Betolle e poi l'autostrada fino a Chiusi poi la Cassia verso Roma. Da quel momento abbiamo attraversato la val d'Orcia tra basse colline, crete che rompono la superficie coltivata in strani calanchi che sembrano vecchie cicatrici e casolari sparsi al posto dei villaggi delle "nostre" colline del Chianti. Un paesaggio davvero insolito e affascinante che fiancheggia la Cassia a perdita docchio. Ho capito perché quella valle è stata inserita nell'elenco del World Eritage dell'Unesco. E perché nel medioevo lo chiamavano deserto. Alle 17 siamo arrivati in zona. Abbiamo chiesto aiuto in un bar e a una famiglia seduta nel giardino di casa, perché non è facile trovare la stradina giusta, e poi, finalmente, siamo scesi dalla rampa che porta alla casetta dello scrittore.

Lui e sua moglie ci hanno accolto con gentilezza e con affetto (come fanno sempre), ci hanno offerto del te freddo e dei buoni dolcetti e poi ci siamo messi a chiacchierare sotto un castagno secolare che però ci hanno spiegato essere malato, perché invaso da vermi cinesi, come tutti i castagni della zona che sono tantissimi. Un bel guaio per l'economia di quei paesini.

Lui è un grande raccontatore distorie. Non solo un grande scrittore. A me fa sempre venire in mente quelle figure (che non ho mai visto di persona) che intrattenevano la gente nelle campagne raccontando fatti veri in forma narrativa, quando non c'era la radio o la televisione. Figure antiche, imparentate con gli aedi omerici Ma lui ha raccontato storie di successo anche attraverso la televisione. Il fatto strano e piacevolissimo è che non lesina le sue storie, non le tiene per i suoi lettori o per sé, non assorbe i racconti degli altri come fanno certi scrittori che in privato sono chiusi e taciturni. Lui è un jukebox vivente: dici un nome, un episodio e lui racconta una storia come se la stesse leggendo. In più, con quella voce roca e quell'accento che incantano. Ieri ha raccontato persino di aver sognato di incontrare il padre di Eileen all'aeroporto di Mosca e di aver perso, nel sogno, il volo per Alma-Ata, per esser stato a chiacchierare piacevolmente con nlui. Se aggiungiamo che anche sua moglie (la prima lettrice dei suoi lavori) racconta e commenta, si pnuò capire quanto sia piacevole stare un pomeriggio con loro.

In questi colloqui estivi molto liberi e tranquilli lui e Eileen si scambiano anche informazioni e progetti di lavoro per i mesi successivi. Per cui io devo stare attento a non eccedere nel sollecitarlo a raccontare storie, nello stesso tempo, pronto a interloquire e magari gettar lì un nome o un fatto che lo facciano ripartire.

Nellaamabile conversazione di ieri il tema iniziale è stato per me bellissimo e di grande monito, per così dire, preventivo: quasi un avvertimento. Lui ha raccontato che una sua amica scrittrice (anche lei siciliana) gli ha telefonato pochi giorni fa per informarlo di un aneddoto davvero strano e bello che le era capitato. Gli ha detto di aver scritto un bellissimo racconto di cui era molto fiera non solo per come era venuto ma per la precisione con cui l'aveva immaginato fin dall'inizio. Ha raccontato poi di averlo fatto leggere alla sorella alla quale il racconto era piaciuto sì, ma non del tutto. Lei ha chiestocos'è chenon funzionava perché era convinta che fosse un buon racconto. La sorella ha voluto un po' di tempo per rifletterci poi l'ha chiamata e le ha detto: "Ho capito cosa non mi convinceva. Il racconto è bello ma ha un difetto: l ho già letto in un libro di AndreaCamilleri. Così la scrittrice ha dovutoritirare il suo racconto già consegnato all'editore.

Noiabbiamo commentato la storia dicendo che era davvero un caso incredibile. Lu iha detto che non era affatto incredibile. Che anche a  lui era capitato ben due volte di dover sospendere la pubblicazione di suoi pezzi perché si era accorto che erano già stati pubblicati da altri autori. Autori che non aveva mai letto.

Io ho detto che mi sembrava una storia degna di Borges questa. Ma ho sbagliato la citazione. Infatti lo scrittore ha proseguito dicendoci che anche Calvino aveva raccontato un giorno di aver scritto un racconto tale e quale a un altro che era stato giàpubblicato da un altro autore senza che nessuno se ne fosse accorto. Era la storia di uno zio piacevolissimo che veniva sempre citato da un nipote. La fidanzata si incuriosisce e dice di voler conoscere questo zio così simpatico e intelligente ma il nipote inventa scuse per non farlo. Un giorno che lui non c'è la fidanzata ne approfitta e va di persona a casa dello zio, apre la porta e si trova in una specie di foresta tropicale. Da un albero pende una vecchia scimmia che la guarda e le dice: "Tu devi essere la fidanzata di Luigi..."

Noi ridiamo e commentiamo che è una bellissima storia. Ma lui prosegue. Calvino raccontò che l'unica differenza tra questo e il suo racconto stava nel fatto che nel suo finale la ragazza entrava in una casa dove c'era una piscina e che nella piscina nuotava un delfino che appena la vide disse: "Tu devi essere la fidanzata di Mario". Calvino aveva spiegato questa storia che gli era capitata, ha concluso, dicendo che esistono dei vecchi archetipi narrativi da cui, prima o poi, tutti attingono.

A questopunto a me era passato il coraggio di raccontargli la vicenda della chiave Usb, come mi ero immaginato di fare tra una chiacchiera e l'altra, se ce ne fosse stata l'occasione.

La conversazione ècontinuata sempre più piacevole mescolando storie e spunti e idee per lavori futuri. Quando Eileen ha cominciato a parlare delle sue letture di Markaris e lui ha detto "Lo conosco, è simpatico, ogni tanto ci telefoniamo..." io mi sono sentito di nuovo non solo desideroso ma quasi obbligato a raccontare il mistero della chiave Usb.

Sono partito da quando Eileen ha creduto che un signore seduto a un tavolino vicino al nostro in un bar di Nafpaktos fosse proprio Markaris e dalla chiave Usb trovata nella toilette dall'altra Eileen. Poi ho dovuto stringere sulla trama principale del racconto in cui, ho spiegato allo scrittore, c'è coinvolto anche Markaris contutti i suoi personaggi: ho parlato del ritrovamento della statua e tutto ilresto. Poi gli ho detto del Colonnello e dei pezzi di statua che arrivano in Italia, Spagna e Francia. E gli ho accennato al fatto che addirittura il pezzo che arriva in Italia viene ritrovato proprio nella casa di Pirandello a Porto Empedocle perché il Colonnello vuole coinvolgere gli scrittori famosi di quei paesi dove manda i pezzi di Athena.
Qui mi sono fermato perché Eileen mi faceva segno di stringere. E ho concluso banalmente dicendo che il racconto mi sembrava avvincente e che anche il padre di Eileen mi aveva incoraggiato a proseguire nell'opera di traduzione e sistemazione.

A quel punto lo scrittore mi ha guardato dritto negli occhi quasi freddamente, come fa ogni tanto, e mi ha detto: "Continua". Io l'ho assicurato che la cosa mi aveva molto preso e  che avrei continuato a sistemare il contenuto della chiave Usb e pubblicarlo nel blog. Lui mi ha guardato di nuovo e mi ha detto: "Continua a raccontarmi come prosegue la storia" A quel punto ho dovuto dirgli del piano del Colonnello e dei suoi amici comunisti greci di premere sulla Merkel attraverso una specie di "ricatto culturale" che non avevo ancora capito fino in fondo, di come forse fosse coinvolta una nostra amica archeologa e che magari gli avrei fatto avere il seguito della storia man mano che la sistemavo...
Quando ho finito lo scrittore ha alzato gli occhi verso le colline di fronte alla casa e ha detto: "Ètutto vèro..."noi siamo ammutoliti e l'abbiamo guardato in attesa che ci spiegasse. Lui ha acceso una sigaretta e ci ha raccontato di aver ricevuto i primi d'agosto una telefonata da Porto Empedocle (non è stato più preciso al riguardo) che lo informava dello strano ritrovamento di un pezzo di statua antica di avorio e oro nella casa di Pirandello al Kaos e che gli era arrivato un plico anonimo da Berlino, indirizzato proprio a lui con foto e strane schede.

Io non credevo alle mie orecchie e non sapevo più cosa dire. Lui fumava assorto nei suoi pensieri. Poi mi hadetto: "Caro amico mi fa molto piacere che tu mi abbia raccontato questa storia della chiave Avevo sfogliato il plico senza attenzione perché avevo molto da fare, ora lo guarderò con il massimo interesse". Eileen mi osservava con aria di rimprovero. Io non ho osato tornare sull'argomento. Per fortuna nel silenzio la moglie dello scrittore mi ha chiesto un parere sulla situazione politica italiana e di quello abbiamo potuto parlare a lungo mentre lui taceva pensieroso. Poi ho sentito che lui e Eileen avevano ricominciato a chiacchierare amabilmente fra loro. Anche la mia conversazione politica con la moglie è stata piacevole tanto più che lei, dopo aver criticatoil Pd perché non si capisce mai cosa voglia fare ha concluso (sapendo di dire cosa gradita): "C'è rimasta ormai solo la Cgil a tenere unito questo sfortunato Paese..."

Dopo poco sono arrivate due giovani nipoti che venivano a tenere compagnia ai nonni perun paio di giorni e noi abbiamo pensato fosse il momento di salutare.  Entrambi ci hanno baciato e lo scrittore ha detto che gli aveva fatto molto piacere averci rivisto. La moglie ci ha chiesto, come non dimentica mai di fare, di salutare per lei un vecchio amico, appena fossimo tornati a Ferrara.

Nel viaggio di ritorno, per fortuna, Eileen era soddisfatta del pomeriggio passato con il grande scrittore anche sul piano lavorativo. E io ho potuto commentareche era una storia ben strana questa della chiavetta Usb.

martedì 21 agosto 2012

Il mistero della chiave Usb (12)

Cap. VI (finale)

- Colonnello, volevo informarla che hanno chiamato dall'Innenministerium. La "convocazione" è per questa sera alle 18.30 nell'ufficio del Direttore Affari Riservati Peter Riesen. Preferisce essere accompagnato?

- Grazie Ludvig, preferisco andare solo. Manderò il mio rapporto domani nel solito modo.

Mi doveva proprio capitare quel pallone gonfiato di Riesen, pensò il Colonnello Schmidt, sarà un colloquio impegnativo: speriamo almeno che capisca in fretta... Forse però è meglio così: altri potrebbero essere più furbi e intuire la complessità nascosta nel disegno... invece a lui sfuggirà del tutto e si acconterà della prima verità che crede di scoprire. Troppo sicuro di sè.

Posò nella libreria il bel volume di G.A Privitera che stava leggendo. "Questi grecisti italiani riescono a volte a essere straordinari, pensò. Non hanno forse il rigore della scuola germanica ma hanno delle intuizioni assolutamente originali... come se avessero più fili di noi a disposizione per tessere i loro pensieri. Del resto, direbbe Zisis, già commentavano Omero che noi ancora vagavamo nella Selva Nera con le corna in testa... Sorrise fra sé. Si può essere una potenza economica o non esserlo, perdere ricchezza e prestigio, ma un vantaggio di 1500 anni di cultura in più non si consumano in qualche secolo di decadenza. Per questo ho sempre temuto più i cinesi degli americani, anche quando erano nostri amici... Si vestì mentre l'acqua si scaldava, sorseggiò il tè bollente fatto con una miscela che aveva preparato lui stesso mescolando foglie verdi e nere di pregio acquistate in giro per il mondo e aprì la porta, deciso ad andare al Ministero a piedi. Prima di uscire tornò al suo tavolo e si mise nella tasca interna della giacca di lino color carta da zucchero una busta che aveva già preparato.

Il Colonnello camminò a lungo annusando l'odore della pioggia caduta e godendosi il sole che tornava a illuminare la sua città. Una città che era cambiata radicalmente almeno tre volte da quando lui ci era nato nel lontano 1930 e che ora amava ancor più intensamente di prima, come se tutte quelle distruzioni e trasformazioni fossero servite solo a produrre la Berlino di oggi. "La caratteristica unica di questa città è il suo continuo divenire, pensò, più che l'essere: la sua capacità di rigenerarsi... forse per questo si ama sempre la Berlino che si vede davanti ai propri occhi. A Berlino non si possono avere nostalgie, per fortuna." Gli vennero in mente i restauri filologici di certi quartieri promossi dal regime comunista negli anni 80 (con tanto di ricollocazione negli stessi caseggiati delle botteghe originali di prima della guerra) e scosse la testa... "Pensavamo di essere innovatori e cercavamo di ingessare le dinamiche della storia anche con l'architettura..."

Arrivò con un discreto anticipo al Ministero degli Interni in Alt Moabit e si lasciò portare nell'anticamera di attesa del Direttore. Alle 18.35 la Segretaria lo introdusse nell'Ufficio di Peter Riesen e lo fece accomodare davanti alla scrivania dove era seduto il Direttore.

- Vorrei giocare a carte scoperte con lei Herr Schmidt, gli disse con voce antipatica Riesen. Sono stato informato che lei è coinvolto nel furto e nel trafugamento di un'importante opera d'arte appartenente allo Stato tedesco. Forse su mandato di collezionisti stranieri, questo me lo dirà lei... Mi occupo io della questione solo per via del suo passato Herr Schmidt, che non rappresenta in alcun modo un titolo di merito ma che è bene, per opportunità reciproca, non ostentare. Altrimenti in questo momento lei sarebbe semplicemente sotto interrogatorio in un commissariato della Polizia di Berlino...

Il colonnello si sforzò di non sorridere e represse quel suo ghigno capace di mettere a disagio l'interlocutore, per ascoltare fino in fondo il discorso che il Direttore si era preparato.

- Quindi sono sicuro che lei vorrà collaborare con questo Ministero fornendoci tutte le indicazioni per recuperare le parti mancanti della statua di Fidia raffigurante, il Direttore prese un foglio dalla scrivania e lesse, l'effige della antica dea Athena...

- Parthenos, disse il Colonnello.

- Athena Parthenos, concluse il Direttore. Vedo che sa di cosa stiamo parlando. Bene. Se lei intende collaborare Herr Schmidt, chiamo uno dei miei assistenti che registrerà le sue dichiarazioni diciamo così... spontanee. Altrimenti sarò costretto ad aprire un procedimento formale di incriminazione e questo, dato il suo passato, potrebbe costarle caro.

- Quando parla del mio passato, Herr Direktor, non capisco a cosa alluda, forse al fatto che a 16 anni ho combattuto per la liberazione di Berlino?

- Lei ha combattuto, e ha ricevuto un riconoscimento per questo, ma da soldato sovietico, Schmidt...

- Io preferisco dire: figlio di una famiglia tedesca emigrata in Russia perché non intendeva accettare il regime nazista. Ma si tratta di cose ormai molto remote, persino dimenticate dalla Germania di oggi, vedo...

- Lei non è nelle condizioni di fare battute con me, Schmidt. Sto parlando del suo passato nella Stasi e del suo passato comunista, che certo la Germania non intende dimenticare.

- Le ricordo Herr Direktor che è stata fatta un'indagine accurata proprio da parte di una Commissione Speciale di questo suo Ministero sul mio passato di dirigente della Stasi e che non sono stati riscontrati in nessun modo atti o fatti di mia responsabilità che fossero lesivi delle leggi tedesche. Quanto al mio "passato" da comunista ho l'impressione Herr Riesen che lei sia in errore perché io mi ritengo ancora comunista. Non mi risulta sia vietato dalla legge...

- Preferisce forse che parli del suo presente in quel discutibile Centro Studi Spartakus su cui i miei uffici lavorano da anni?

- Come vuole lei Herr Direktor... Do solo una mano a un gruppo di giovani che si occupano di storia della Germania nel XX secolo. Se ha voglia di far perdere tempo ai suoi uomini...

- Senta Schmidt, disse Riesen perdendo per un attimo il controllo, lei non ha capito che qui io rappresento il Ministro dell'Interno e che potrei metterla in guai molto seri se solo volessi...

- Herr Riesen, disse il Colonnello a questo punto accennando il suo ghigno sorridente e freddo, non è gentile dire al proprio interlocutore, specie se si tratta di una persona anziana, "lei non ha capito". Io ho capito benissimo che lei non ha nessun argomento contro di me. Se mi sono sbagliato, se "non ho capito", avvii pure il procedimento formale di indagine, risponderò in maniera formale alle autorità giudiziarie di Berlino... Se non c'è altro..., aggiunse alzandosi.

Il Direttore stava per tentare di indurre nuovamente il Colonnello a collaborare con qualche frase più morbida che alludesse proprio al bene della Germania e all'orgoglio berlinese ma quando lo vide alzarsi gli venne uno scatto d'ira. "Stia seduto Col... (si trattenne), resti dov'è Herr Schmidt! Lei uscirà da questo ufficio solo quando glielo dirò io, ha capito adesso?"

Il colonnello guardò Riesen dritto negli occhi, sfoggiò uno dei suoi sorrisi più maligni e sibilò: "È lei che continua a non capire... Sappia che io sono più cattivo di lei, Riesen..."

- Cosa fa ora, mi minaccia? La sua tracotanza Schmidt supera ogni limite, se non si mette di nuovo seduto chiamo gli agenti di vigilanza!

- Preferirei stare in piedi, se non le dispiace Herr Direktor, perché ho una leggera sciatalgia alla gamba destra..., disse il Colonnello, tornato di nuovo affabile. Dovrei camminare di più ma con gli anni tendo a essere pigro e preferire i libri alle passeggiate... Capiterà anche a lei in futuro, forse... Se sono venuto nel suo ufficio, Herr Riesen, è perché ho qualcosa da dire, non le pare? O pensa davvero che mi sia impaurito e abbia abbandonato le mie letture per una sua (come l'ha chiamata...) "convocazione"?

Riesen pensò che se il Colonnello voleva parlare era meglio ascoltare e tornò più conciliante. "Allora mi dica, Herr Schmidt, non c'era bisogno di litigare dunque..."

Il Colonnello tornò a sorridere in modo raggelante. "Sono venuto nel suo ufficio, Herr Direktor, come Presidente e legale rappresentante dell' A.I.S.G.E.M. L' Associazione Internazionale di Studi Grecisti Libertà e Orgoglio (le iniziali E e M stanno per Eleutheria e Metis in greco antico, come lei sa, Herr Riesen). Su mandato delle nostre sedi nazionali di Grecia, Italia, Francia e Spagna sono autorizzato a riferire al Governo tedesco che intendiamo rendere pubblico (di fronte al mondo della scienza e della cultura) il fatto, davvero inquietante, e per me persino umiliante... come tedesco mi capirà immagino Peter, posso chiamarla così? Mi scusi, ma c'è un tale divario d'età fra noi che lei potrebbe essere mio figlio... anagraficamente, intendo. Stavo dicendo (poi ho divagato...), che denunceremo il fatto che la Germania ha trafugato e nascosto all'umanità per 70 anni uno dei più grandi tesori dell'arte di tutti i tempi, la statua colossale crisoelefantina di Athena Parthenos, costruita da Fidia, Herr Direktor, nel quinto secolo avanti cristo per volere di Pericle, se non sbaglio. La nostra associazione è entrata in possesso di documenti inconfutabili che attestano che il prezioso reperto è stato regolarmente consegnato alle autorità occidentali nel momento in cui è venuta a cessare la sovranità della Repubblica Democratica Tedesca.

- Quel documento che lei ha consegnato al Direttore Hoffmenstall non dimostra nulla e lei questo lo sa bene Herr Schmidt!, si sforzò di dire con calma il Direttore.

- Non tocca a me dimostrare qualcosa, Herr Direktor. Io intendo solo, a nome della Associazione che ho l'onore di presiedere, fare una denuncia pubblica. Saranno altri a doverne accertare la fondatezza. Ah, volevo precisarle, stavo per dimenticarmene, non ho più la lucidità di un tempo... che riteniamo giusto convocare la conferenza stampa il giorno prima dell'arrivo del Presidente Samaràs a Berlino.

Il Direttore cominciò a valutare le conseguenze per il suo Governo di quello che aveva detto il Colonnello e le conseguenze per sé di fronte ai superiori, per quel colloquio così diverso da come lo aveva immaginato. Decise di giocare ancora la carta conciliante.

- Via Herr Schmidt, o preferisce che la chiami Colonnello?, noi in fondo facciamo lo stesso mestiere... Non vedo perché non potremmo trovare un accordo da vecchi colleghi (se non ancora nuovi amici)...

- Lei è gentile Herr Direktor. Ma io sono ormai un vecchio pensionato con la passione dei classici... Ci tenevo solo a comunicarle in anticipo cosa la nostra Associazione ha deliberato di fare. Poi, se permette, siccome non mi fido della mia memoria, le ho portato il comunicato ufficiale, preparato proprio per la conferenza stampa, approvato all'ultimo direttivo A.I.S.G.E.M, qualora non mi fossi spiegato con la dovuta chiarezza...

- Ma insomma Herr Schmidt, si spazientì di nuovo il Direttore, non mi può trattare come uno sprovveduto! Lei sa molto bene che a noi è rimasto solo un frammento della statua e che gli altri pezzi non si trovano più e forse non sono nemmeno più in Germania...

- Che in Germania sia rimasto un solo frammento lo sento dire in questo momento da lei Herr Direktor... Non credo che l'opinione pubblica crederà a una frottola del genere, tantomeno la comunità scientifica internazionale. Come può sparire una statua alta 10 metri... Ma questi sono problemi del suo Governo vecchio mio... Tocca a lei risolverli, e ai suoi superiori... certo non scandagliando i canali berlinesi. Ora però, se non ha obiezioni, toglierei il disturbo Herr Riesen. Per me si è fatto tardi...

Il Colonnello allungò la mano verso il Direttore che lo ignorò continuando a guardare il foglio battuto su carta intestata di quella strana Associazione, con tanto di sigla, di numeri di telefono, di stemma composto dalle bandierine nazionali dei paesi membri che circondano il simbolo dell'Unione Europea e un bordo bianco azzurro che contorna l'intera pagina.

Il Colonnello si girò e scuotendo la testa uscì dall'ufficio e dal Ministero, riprendendo con piacere la passeggiata per le vie della città. Ma non era del tutto contento di sé. Il colloquio era andato bene (le mosse del Direttore facilmente prevedibili) ma quella frase sui canali di Berlino se la poteva risparmiare. "Un peccato di yperefanìa che gli antichi dei non avrebbero perdonato, pensò. Come quando Odìsseo, dopo essere riuscito con la sua mente multiforme a evitare l'ira dei Ciclopi fratelli di Polifemo, si fa prendere dall'orgoglio e rivela il suo nome... Finendo per cadere nell'ira ben più pericolosa di Poseidone... Non hai più la freddezza di un tempo Sigmund, cominci a invecchiare davvero..."